Meglio per tutti dare la colpa a me

Il treno si allontana, un uomo resta immobile sui binari, le sue dita sanno di fica. Hanno l’odore di quella ragazza che ora non c’è più: è su un convoglio che forse mai arriverà a destinazione e lascia dietro di sé quell’aroma che non fa che ricordare la mancanza e il dolore per il distacco.Un morto di fame fruga tra la tela consunta delle tasche: ne escono 2 euro e 75 centesimi. Non c’è da disperarsi, con quei soldi si possono sempre comprare una bottiglia di pessimo vino, un sigaro che sa di sterco e 6 uova per la cena; avanzando inoltre 20 centesimi per il giorno successivo.Qualcuno inseguendo i suoi sogni scopre di aver sbagliato tutto nella vita, ritrovandosi solo e povero per le vie di una città in cui rapine e pestaggi sono all’ordine del giorno. Restano le fusa di un gatto malmesso accoccolato al sole e un marciapiede su cui stare ben attenti a schivare la merda.Parigi sbuffa nuvole di fumo dai suoi tombini, ricordandoci i giorni in cui era bello perdersi per le vie degli artisti in compagnia di una ragazza sorridente, riportando alla mente quegli attimi in cui la vita sembrava avere un senso...
C’è una Poesia che indaga e utilizza le capacità della lingua cercando di trasmettere il sublime; una scuola che sente l’esigenza di distaccarsi dal mondo, guardando tutto dall’alto, per provare a descrivere un sentimento di estrema purezza che assume toni mistici e religiosi. Vi è poi una Poesia che si accontenta di trasmetterci il reale, con parole sgraziate e forti, strisciando a fatica sulle righe. Annichilita e rannicchiata, in posizione di sottomissione impotente rispetto al mondo, sussurra in versi liberi e ineleganti la sofferenza di un paroliere che non ha più nulla al di là di se stesso. Da questo rapporto a due tra animo e scrittura nascono versi senza pretesa che, scuotendoci con forza, ci colpiscono per la loro ingenuità e comunicabilità. L’opera di Domenico Cosentino appartiene certamente a questo secondo tipo di scuola poetica, eppure riesce ad evocare pienamente il senso di Sublime: riducendo l’uomo di fronte alle sue disgrazie, come la visione di un mare in tempesta che si scuote. Intimorendoci.

 

 

 

 
 
 
 
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