Aprono le stanze private di Giacomo Leopardi

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Il grave fardello di un’esistenza mai gioiosamente vissuta e mai pienamente goduta se non durante i viaggi e i brevi soggiorni a Roma o a Napoli. La convivenza forzata con una vita avara di soddisfazioni, priva di autentica felicità. L’immensa interminabile tenebra in cui nessun particolare sorride mai, nessuna timida luce splende e tutte le cose incompiute e mancate, tutte le possibilità irrealizzate addensano giorno dopo giorno le scorie della propria rassegnazione. Questo doveva essere lo stato d'animo di Giacomo Leopardi, o per lo meno tale l’ho sempre immaginato ogni qualvolta lo vedo, nel corso delle mie visite periodiche alla Casa Museo di Recanati, seduto allo scrittoio e piegato sulle “sudate carte”. Oppure mentre lo scorgo intento ad ascoltare il sommesso brusio delle voci che escono dai preziosi volumi disciplinatamente allineati nella fornitissima biblioteca del conte Monaldo, a inseguire il soffio nomade e imprendibile dei pensieri che vagano oltre le pagine.




Dal prossimo 21 marzo, un imponente lavoro di restauro condotto dagli eredi di casa Leopardi sotto l’attenta e preziosa supervisione della Soprintendenza alle Belle Arti, renderà visitabile anche le stanze private dell’antica dimora. Tale operazione consentirà anche di godere dell’ulteriore privilegio di tornare ancora più indietro e poterlo osservare fin da quando, fanciullo, egli si dilettava al tavolino da gioco che il padre aveva posto nel salottino. E persino di coglierlo nell’intimità della sua stanza privata, dove il letto con ribaltina per conservare i documenti è sopravvissuto indenne alla piena degli anni, rapito dal flusso lento e silenzioso delle “rimembranze”. O ancora sorprenderlo dinanzi a quella finestra da cui, assorto in un velo di mesta malinconia, egli intravvede nella foresteria dinanzi la “tessitora” Teresa Fattorini, cantata e resa immortale nei versi con il nome di Silvia “quando beltà splendea / negli occhi suoi ridenti e fuggitivi”.

Insomma tra pochi giorni, così come chi scrive, tutta la folta schiera degli amanti della vicenda umana e poetica di Giacomo Leopardi potrà rivisitare la sua intera esistenza, di stanza in stanza, udire i racconti che dalla sua camera ai saloni dei ricevimenti, dalla mobilia alla quadreria escono spontanei dopo essere rimasti a lungo silenziosi. Si potrà seguire il filo delle malinconiche vicende esistenziali attraverso il filo di una narrazione effettuata sulla base della memoria in un’atmosfera sospesa e ferma a quel tempo, come in una bella metafora in cui una raccolta di stanze e mobili, libri ed arredi stringono in sé una vita e la capacità di evocarla.

I LIBRI DI GIACOMO LEOPARDI

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