21 giorni alla fine del mondo

21 giorni alla fine del mondo

C’è un uomo che passa in bicicletta sulle sponde del lago. Al portapacchi ha legato un numero: 21. Tiene conto dei giorni che mancano alla fine del mondo, salvo poi ricominciare a contare, se tutto va bene. Intanto la mamma di Lisa sta lavorando al chiosco del campeggio. È giovane Lisa, ha forse 14, 15 anni, è giovane e sa badare a se stessa, grazie anche al karate che pratica al dojo e nella vita di tutti i giorni. Da quando era piccola e suo padre le ha lasciate da sole, Lisa e sua madre hanno dovuto trovare il modo di continuare a crescere e a ritrovare il sorriso. Non se la sono cavata male. Ci sono persone che appartengono al passato e che è meglio lasciare andare, altre che invece ritornano, quando meno te lo aspetti. Siamo nel pieno dell’estate quando Ale, il migliore amico di Lisa di tanti anni prima, fa ritorno con il padre per vendere la casa dove abitavano. Perché è sparito allora, perché non ha mai risposto alla lettera di Lisa? Che cosa è successo davvero a sua madre? I due ragazzi si mettono al lavoro a un vecchio progetto, una zattera per navigare sul lago, mentre ritrovano con naturalezza l’antica complicità. Ma ci sono segreti e domande che reclamano attenzione. Ruotano attorno a quel Ferragosto di molti anni fa. Adesso mancano 21 giorni a Ferragosto, 20, 19, 18... l’uomo in bicicletta che tiene il conto alla rovescia ha torto o ragione sulla fine del mondo?

Silvia Vecchini e Sualzo sono una coppia anche nella vita, oltre che un’affiatata squadra che condivide importanti progetti editoriali. Si sono imposti all’attenzione dei lettori con La zona rossa, graphic novel apprezzata e premiata, che ha portato sulla pagina il terremoto che ha interessato il Centro Italia. Anche in questa storia la terra trema, trema sotto i piedi dei due giovani protagonisti e delle loro famiglie. Anche in questa storia si parla di nuovi inizi, dell’energia che occorre per ricominciare a essere felici, per distinguere tra ciò che conta davvero e ciò che si può lasciar andare. Forse una delle scelte più complicate che la vita ci impone, condizione necessaria per crescere. I nove capitoli in cui è suddivisa la narrazione prendono il titolo da alcuni principi del karate, disciplina che presta le sue regole alla vita quotidiana e che ha sostenuto Lisa nei momenti più difficili. Bello il soggetto, curati i dialoghi, interessanti i tempi e i tagli del disegno, che si muove insieme alle parole con grazia e precisione. Una storia che piacerà ai giovani lettori ma non solo, che cita Sylvia Plath a beneficio di chi la conosce o di chi ancora deve incontrarla; una vicenda che mantiene la giusta quota tra terra e aria, che riesce a raccontare il mondo vasto delle possibilità offerte da una realtà non sempre all’altezza dei sogni, non sempre auspicabile. E tuttavia vera, pronta per essere salutata e combattuta, proprio come in un incontro di karate.



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