Appuntamento col mammut

Appuntamento col mammut
È una domenica mattina d'estate, calda e soleggiata, e Geronimo, topo giornalista, anzi direttore di giornale, si sta dedicando all'innaffiatura della siepe di casa. Ma un rumore fortissimo e inatteso lo fa sobbalzare e l'innaffiatoio colmo d'acqua gli sfugge di mano rovesciandoglisi in testa. Tenebrosa Tenebrax, la sua fidanzata da brivido lo sorprende tutto zuppo d'acqua e lo deride un po'. Poi gli propone una gita molto paurosa: la visita all'Antica Grotta Sassosa. Cupa e piena di pipistrelli, la grotta fa davvero paura al povero Geronimo che, tra l'altro, si ferisce al piede con una strana pietra appuntita. La pietra è forse la punta di una lancia preistorica? C'è un solo modo per saperlo: convocare Ulisse, il camper del tempo. Con questo favoloso mezzo di trasporto ecco che Geronimo e i suoi amici vengono trasportati nel cuore della preistoria, nel paleolitico superiore, il tempo dei mammut, mastodontici e bonari abitanti delle fitte foreste.

Leggiamo – si fa per dire – qui l'ennesimo episodio della saga del celeberrimo topo Geronimo. Una storia ambientata nella preistoria, epoca che gode da sempre di grande popolarità tr ai più piccoli: "Che emozione trovarsi nel bel mezzo della preistoria!" esclama infatti il protagonista mentre, nella sua "vacanza nel Tempo", attraversa una caverna popolata da muscolosi topi preistorici intenti alle più diverse occupazioni quotidiane, dal cucire al cucinare, alla confezione di utensili, al dialogo. Anche se sappiamo che la trama non è particolarmente originale e lo stile della scrittura non è esemplare, anche se è facile perdersi tra esclamazioni ed arzigogoli, anche se ci chiediamo il perché di questa serie infinita e martellante di storie "stratopiche", sappiamo che questa nuova avventura di Geronimo sarà di certo considerata una lettura piacevole, quando non indispensabile, da una pletora di ragazzini. Il topo italiano riscuote e ha riscosso grande fortuna in moltissimi Paesi del mondo, tra i quali addirittura la Cina, quindi siamo in buona compagnia... Leggiamo Stilton, d'accordo, e tuttavia sentiamo forte la nostalgia di più nobili, evocative, limpide e magistrali storie e leggende, classiche o contemporanee che siano. Anche di topi…



 

 

 

 
 
 
 

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