Artias

Artias
"Mi chiamo Philippe... Philippe Artias... e questa è la mia storia. In verità questo è il mio nome d'arte, con il quale sono diventato famoso come artista. Artias è il nome di un castello, oggi in rovina, vicino al paese dove viveva mia nonna." Philippe è un bambino come tanti altri, e come tutti i bambini ha grandi sogni. Fra i suoi compagni di scuola c'è Paul che vuole diventare un aviatore, o Jean-Claude che si immagina come un futuro ingegnere. Il suo sogno invece è quello di diventare un pittore. Così il piccolo Philippe passa il tempo ad osservare la forma delle foglie, a toccare le rocce e l'acqua. E il tempo passa e Philippe diventa grande ma il suo sogno non lo abbandona mai, nemmeno in tempo di guerra, anzi, si fa sempre più nitido nel suo cuore. Così si trasferisce in una cittadina a sud della Francia, dove conosce e diventa amico di un altro pittore, Pablo Picasso. Ma questo è solo l'inizio, Philippe diventa sempre più famoso e la sua fama lo porta prima nella capitale dell'arte, Parigi, e successivamente ad esporre un po' in tutto il mondo. La sua ultima tappa la compie in Italia, dove invece di fermarsi alcuni mesi come previsto, vi si ferma addirittura ventisei anni. La pittura di Artias spazia da influenze cubiste, alle tinte piatte cariche di colore, al collage con carta molto colorata.
Artias racconta in prima persona la vita di questo pittore francese che è stato, prima ancora che un grande artista, un valoroso patriota decorato. Il protagonista che accompagna il lettore è un bambino, disegnato da Cesare Reggiani, che cresce e racconta di sé. Sullo sfondo si susseguono i dipinti dell'artista. Il racconto è intervallato da semplici esercizi che possono fare i bambini, come il collage o completare un quadro, e  lo scopo, ovviamente, è quello di avvicinare i bambini al mondo dell'arte. Ma, anche se libro adotta una scrittura abbastanza semplice, certi fatti o certi personaggi andrebbero forse spiegati meglio a un bambino (la figura di Pablo Picasso, ad esempio, o il fatto di aver combattuto per la Patria). Il rischio infatti, quando si vuole spiegare qualcosa senza complicarla, è dare troppo per scontato. Il risultato è un albo che per i contenuti è adatto a partire dai 7 anni, ma con immagini e attività creative perfette per un cinquenne.

 

 

 

 
 
 
 
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