Ben X

Ben X
Rifugiarsi nei numeri, nelle rime, nella musica e nel silenzio. Solo queste sono le armi che ha Ben – diciassette anni e sindrome di Asperger - per affrontare il mondo reale. Il mondo dove tutto cambia ogni giorno, dove Ben non riesce a entrare o meglio dal quale non è accettato né capito. La scuola poi è un vero incubo. Urbain e Dequenne, due dei suoi compagni, non perdono mai occasione per tormentarlo, anzi trovano sempre qualche nuova presa in giro o qualche dispetto (vere e proprie violenze) da fargli. Sono talmente stupidi e cattivi che Ben li ha ribattezzati Machodius e Ratzo, con i nomi dei due mostri più ripugnanti del suo videogioco preferito: Lethal Assault. È nel fantastico universo di internet e in particolare di questo videogioco di ruolo che Ben vive, non senza difficoltà (del resto anche su internet parlare solo in rima non fa proprio una bella impressione), la sua vera vita. Il suo avatar Ben X supera ogni difficoltà e raggiunge ogni giorno un nuovo livello, ma soprattutto su internet ha incontrato lei, Scarlite. La ragazza non trova che esprimersi in versi sia strano, anzi lei stessa usa le rime. Inoltre non ha peli sulla lingua né ipocrite pudicizie e spinge Ben a essere sempre più forte, ad avere coraggio. Purtroppo il sogno della Rete dura sempre solo pochi istanti, mentre la vita nel mondo reale e soprattutto tra i compagni di scuola si fa sempre più difficile per Ben, fino ad arrivare a un punto di non ritorno...
È tratto da una storia vera il primo romanzo del belga Nic Balthazar. Una storia che mostra i livelli di stupidità e cattiveria ai quali possono arrivare gli adolescenti e con quali conseguenze. La storia è quella di un giovane dell'età di Ben e colpito dalla stessa malattia, che non potendo più sopportare le angherie dei compagni di scuola si è ucciso gettandosi dalla cima di un castello medievale. Proprio il bullismo e la sua diffusione tra i giovani - ormai è un ingrediente immancabile della cronaca nera quotidiana di molti Paesi europei - è il tema principale del libro: la sindrome autistica della quale soffre Ben, infatti, sebbene raccontata con vividezza e sensibilità, non è altro che il pretesto per esplorare l'idiozia di una serie insopportabile di inutili atti di violenza. L'autore riesce a rendere con realismo la crudeltà di questi gesti e a raccontarne l'effetto su chi costantemente li subisce. Libro e personaggio, infatti, catturano immediatamente l'animo del lettore: Ben diventa subito reale e ci si ritrova in classe con lui, impotenti e pieni di rabbia. Spinto dal successo straordinario ottenuto dal romanzo in patria, Balthazar ne ha tratto nel 2007 una pièce teatrale e un film (il suo esordio alla regia cinematografica), candidato quello stesso anno all'Oscar come film straniero: la storia di Ben ha ottenuto diversi altri riconoscimenti nel 2008 in occasione del Montreal World Film Festival, tra cui il Premio del pubblico.

 

 

 

 
 
 
 
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