Benvenuti a Cervellopoli

Benvenuti a Cervellopoli

Ramon è una giovane cellula della famiglia dei neuroni che deve decidere che lavoro vorrà fare da grande. Per chiarirsi le idee va in gita a Cervellopoli, accompagnato dal maestro Camillo. Per raggiungere il talamo, il centralino del cervello, i due prendono un ascensore speciale che si trova nel midollo spinale. Durante la risalita Ramon scopre che i nervi sono delle lunghe linee telefoniche che spediscono le informazioni attraverso segnali elettrici. Le informazioni sono davvero tante e una volta arrivati nel talamo il giovane neurone rimane impressionato dal trambusto che vi regna. Lavorare nel talamo richiede velocità, spigliatezza e concentrazione perché i messaggi devono essere smistati e inviati velocemente alle regioni di competenza. Non è sicuramente quello che Ramon vuole fare da grande! Nella corteccia sensoriale le cose sembrano andare meglio, ma a volte le informazioni provenienti dall’esterno richiedono un certo sangue freddo e Ramon non si sente adatto per lavorare nemmeno lì. Il viaggio con il maestro prosegue ma ad un certo punto tutto comincia a tremare: Ramon e Camillo sono arrivati nel cervelletto, che usa le informazioni provenienti dalla corteccia sensoriale per coordinare i movimenti e ristabilire l’equilibrio ogni volta che il corpo si muove. Passato lo spavento, i due neuroni attraversano il sistema limbico dove stazionano le emozioni e arrivano all’ippocampo. Ramon rimane affascinato da questo posto ma il maestro decide di proseguire il viaggio che è giunto ormai alla fine: l’ultima tappa è nella corteccia frontale, dove vengono costruite le idee complesse e i concetti astratti. L’immaginazione e la pianificazione delle azioni, che è quello che ci differenzia dagli animali, nascono qui. Il viaggio a Cervellopoli è finito e Ramon sembra avere le idee più chiare riguardo a cosa vorrà fare da grande…

Il cervello è una macchina molto complessa e riuscire a capire come funziona non è per niente facile, nemmeno per un adulto. Matteo Farinella compie un lavoro esemplare, riuscendo a smontare tale complessità in tanti piccoli tasselli e a fornire gli incastri necessari per ricostruire con chiarezza il puzzle. Utilizzando come pretesto la storia di un giovane neurone (in cui ben si identifica un bambino) riesce a raccontare, con una storia semplice, come funziona il cervello umano. E lo fa attraverso una serie di personaggi umanizzati (che mantengono delle caratteristiche proprie) e degli scenari che mescolano oggetti della vita quotidiana (la cartella di Ramon, telefoni, computer, teleferiche) con elementi fisici presenti nel corpo umano. Il viaggio di Ramon e del maestro Camillo è raccontato attraverso l’uso del fumetto: sono le parole che completano ciò che le immagini raccontano. Alcuni riquadri descrivono in maniera più tecnica e scientifica quello che sta succedendo o come funziona la parte di cervello in cui i due protagonisti si trovano. Le parole “difficili” vengono spiegate in modo chiaro e la lettura finale risulta davvero molto chiara e di facile intuizione. Ogni piccolo movimento o pensiero è coordinato da centinaia di neuroni che in pochissimo tempo riescono a farci fare cose straordinarie (anche pensare a cosa scrivere in una recensione!). Due tavole finali rappresentano sinteticamente il viaggio di Ramon. Un ottimo e originale albo divulgativo adatto anche ad una lettura con i genitori.



 

 
 
 
 

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