Caccia al grande elefante

Caccia al grande elefante
“Una parola sola, sussurrata o gridata, arrivava a Tad da ogni parte. Elefante. Si stava muovendo tutta la città e tutti avevano in mente una cosa sola. …andare a vedere l’elefante.. ho sentito che è un elefante enorme… ma può esserci davvero un elefante?”. Siamo a Markel, cittadina americana dimenticata da Dio, sul finire dell’800 e la notizia è di quelle che creano clamore: in piazza c’è un gigantesco elefante di nome Kush, accompagnato dal suo proprietario, Michael Keenan, che ne tesse le lodi davanti alla gente, rimasta totalmente incredula. Nella folla c’è anche il giovane Tad, orfano dalla nascita e cresciuto da una zia decisamente autoritaria, che lo fa lavorare nella sua pensione. Nascostosi nel vagone che ospita l’elefante, Tad rimane improvvisamente chiuso dentro e il treno si mette in moto. Dalla cittadina successiva viene arruolato – affinché non riveli la truffa messa in piedi da Keenan per guadagnarsi da vivere – come guardiano dell’elefante, custode incaricato della sua pulizia, e conosce così la figlia di lui, Cassie. Tad e Cissie vengono coinvolti in una grande fuga attraverso gli Stati Uniti e decidono di salvare Khush dalle mani dell’avido Hannibal Jackson. Sono ragazzi intraprendenti: viaggiano in treno e sul fiume per salvare la vita dell'animale e se stessi, ma soprattutto per trovare il loro posto nel mondo… Un romanzo ricco di avventura, quello di Gillian Cross, una delle autrici inglesi per ragazzi più note al mondo, che proprio con Caccia al grande elefante si è meritata il Whitbread Children's Novel Award e lo Smarties Great Prize Award. Le atmosfere ricordano Le avventure di Huckleberry Finn di Mark Twain, ma non solo. La storia di Tad fa riferimento infatti alla tradizione del romanzo di formazione, data la sua giovane età e lo spazio che l’autore dedica alla sua crescita, al racconto dell’amicizia con Cassie. E ancora, molti sono i richiami a una certa letteratura incentrata sul rapporto uomo – animale. È infatti sul legame tra Tad e Kush che si gioca il cuore della narrazione, con momenti di grande emozione e tenerezza, soprattutto nel racconto della difficile accettazione da parte di Tad dell’inevitabile distacco dall’animale. Inoltre, i continui spostamenti dei due giovani protagonisti fanno di questo romanzo, adatto ai giovanissimi ma anche agli adulti, un interessante esempio di letteratura di viaggio, con un sapore antico ma non troppo. Un grande classico, di quelli che non tramontano.

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