Cari estinti

Cari estinti
 Venti animali si raccontano in brevi testi a rima alternata, che letti a voce alta fanno venire la pelle d'oca per quanto sono potenti. Con apparente tenerezza e semplicità gli animali raccontano di disboscamenti, caccia crudele, colonizzazioni e distruzione di interi habitat naturali. Raccontano di come si stava prima dell'arrivo dell'uomo e di come invece è cambiato tutto con il suo arrivo: arroganza, sete di potere, prepotenza e cecità hanno portato al degrado della natura e all'estinzione di alcune specie di animali e vegetali. Ma quello che più colpisce sono la delusione e l'amarezza che traspaiono dalle parole degli animali estinti: con sottile sarcarsmo viene chiesto più e più volte perché l'uomo apre gli occhi solo quando ormai è troppo tardi? Dopo aver cacciato, mangiato, distrutto ciò che di bello avevano sotto gli occhi e tra le mani, perché solo dopo si rendono (e ci rendiamo) conto che il limite è stato superato?
Di libri sugli animali e sul rispetto ambientale se ne trovano ormai parecchi, che poi siano tutti di valore non è detto. Belle foto (o illustrazioni) con teneri animali e descrizioni più o meno tecniche che raccontano il come e il perché certe specie non ci sono più. Cari estinti, con una bella illustrazione di un dodo in copertina, potrebbe sembrare uno dei tanti libri del genere "animali e natura". Potrebbe soltanto però, perché poi, quando lo apri, è davvero tutt'altra cosa. Arianna Papini dà la parola proprio a loro, agli animali che non ci sono più, che hanno smesso di galoppare per prati e savane, non solcano più i cieli, mai più torneranno a nuotare nei fiumi e negli oceani e attraverso venti racconti-poesie  ci offre una bella lezione che spinge a riflettere prima che sia troppo tardi. Le illustrazioni non fanno altro che aggiungere pathos ai testi, già perfetti; il suo caratteristico tratto, pulito e preciso, le sfumature delicate su fondo bianco rendono benissimo la vulnerabilità di ogni animale ritratto e l'espressione negli occhi dei protagonisti non può lasciare indifferente il lettore. Gli animali sono rappresentati a mezzo busto, leggermente umanizzati (sembra che indossino una casacca colorata) e ricordano gli antichi i ritratti nobiliari. Kalandraka firma un altro bel titolo (già con Stormo, intelligente  metafora sulla storia e sull'avarizia dell'umanità ha vinto  il V Premio Compostela per Albi Illustrati) confermandosi una casa editrice attenta e sensibile.

 

 

 
 
 
 
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