Ci sono bambini a zig zag

Alla vigilia del suo bar-mitzwah, la festività che segna la maggiorità religiosa e l'ingresso nell'età adulta, il piccolo Nono viene accompagnato dal papà e dalla compagna Gabi alla stazione per prendere un treno che lo dovrebbe condurre ad Haifa. Laggiù uno zio lo preparerà al gran momento a suon di noiose prediche, rimproveri e punizioni. Ma sul treno succede qualcosa di speciale e il viaggio si trasforma in una scintillante avventura, costellata di maliziosi ladri gentiluomini, macchine favolose, spighe d'oro , e personaggi straordinari come i loro nomi: Lola Ciperola e Felix Glick. Personaggi che fanno parte in un modo o nell'altro della vita di Nono, nel presente in apparenza leggendari e lontani, nel passato vicini ed estremamente reali. Nel corso di questa avventura Nono raggiungerà la consapevolezza che in noi stessi vivono pezzi di un sacco di persone che devono essere riconosciuti e accettati per poter crescere. Rivelazioni a non finire, imprese incredibili e incontri dai profumi e dalle sensazioni indimenticabili ai quali Nono, grazie ad un piccolo aiuto dalla sua quasi seconda mamma Gabi, è in qualche modo preparato...
Questo che vien voglia di catalogare come un romanzo di formazione per bambini avvolge e coinvolge il lettore di qualsiasi età, che si ritrova attratto irresistibilmente dallo scorrere dinamico e al contempo dolce delle parole. È un libro non incasellabile in una voce di archivio, ma una storia universale che offre innumerevoli piani di lettura magistralmente incastonati uno nell'altro. Che parla di amore, famiglia, morte, lotta tra bene e male, infanzia, adolescenza, maturità e vecchiaia. Di eterni contrasti tra figli e genitori e tra le persone e loro stesse. Un libro che parla della vita e del suo fascino, del desiderio di non sprecare neanche un istante. E di cambiamenti, delle mille sfaccettature che ognuno ha, ma che pochi riescono a conservare e ad esprimere, solo quei pochi che non sono triangolari o rotondi, ma a zig-zag. La scorrevolezza, l'attenzione, l'ironia e la sincerità sono i punti forti di una scrittura che non annoia. Non mancano colpi di scena e trucchi quasi teatrali: lo stile è quello unico di Grossman, in grado di raccontare personaggi che entrano nella vita del lettore per non abbandonarlo mai. Le parole sono perle lucenti su un filo d'argento.

 

 

 

 
 
 
 
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