Ciao ciao petrolio

I dinosauri sono estinti. Il petrolio, che è prezioso proprio perché non è rinnovabile, formatosi milioni di anni fa grazie a piccole creature preistoriche, lo zooplancton e il fitoplancton, quasi: si presume che le riserve durino per altri trentadue anni o giù di lì, poi i rubinetti saranno chiusi per sempre e bisognerà per forza di cose avvalersi di un’alternativa che in realtà sarebbe già il caso, se si fosse un minimo lungimiranti e interessati sul serio all’ambiente, al di là dei proclami da campagna elettorale, di riuscire a trovare, visto che si usa il petrolio nella misura di trentuno miliardi di barili (e ogni barile di greggio sono 159 litri…) all’anno e che viene adoperato per produrre anche occhiali da sole, fertilizzanti, suole di gomma, shampoo, pneumatici, candele, trucchi, bottiglie di plastica, pastelli a cera, CD, penne, inchiostri, detergenti, pettini, spazzolini, dentifrici, vernici, telefoni, calze di nylon…

Il mondo non ci appartiene, non è un’eredità dei nostri padri, lo abbiamo preso in prestito dai nostri figli e nipoti, che si spera davvero che, nonostante la nostra maleducazione, siano più assennati di noi, che glielo stiamo lasciando, a voler usare un delicato eufemismo, piuttosto malridotto: ed è perciò anche, per non dire soprattutto, al di là della bellezza in sé del libro di Harriet Russell, londinese che ha studiato illustrazione alla Glasgow School of Art e alla Central Saint Martins e che ha collaborato finanche con l’Unicef, sotto ogni punto di vista, questo, ossia il messaggio, che rende così importante questo volume, riproposizione di un racconto già pubblicato anni addietro, illustrato per ragazzi connotato da disegni piacevolissimi a vedersi e caratterizzato da testi semplici, chiari, comprensibili, divulgativi, divertenti, intelligenti, originali. Perché è un dovere fondamentale di noi adulti far crescere con le parole e l’esempio dei futuri cittadini consapevoli: l’educazione ambientale, l’uso corretto delle risorse, l’abolizione degli sprechi, la raccolta differenziata dei rifiuti sono concetti che si debbono imparare da piccoli e diventare la trama e l’ordito del tessuto della convivenza civile per un mondo migliore per tutti.



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