Come parlare alle ragazze

Come parlare alle ragazze
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“Sei timido? Hai preso una cotta per una ragazza? Pensi che quella ragazza sia troppo carina per te? Sai che cosa dire a una ragazza per piacerle? Se sei un ragazzo che ha bisogno di aiuto per conquistare le ragazze, questo è il libro che fa per te!”. Nella Scuola Elementare Soaring Hawk si aggira un tipo con le idee molto chiare. Ha soltanto otto anni ma è sentimentalmente 'arrivato'. Le relazioni con le femmine non hanno più segreti per lui. È un teorico, Alec Greven, uno che può permettersi di regalare consigli agli altri. Smaliziato, sicuro di sé ma non insensibile al grido di aiuto che si leva dai cuori infranti della sua generazione. Vi serve una mano per conquistare le ragazze? Ecco il piccolo Alec pronto a distillare i suoi imperdibili suggerimenti per liberarvi dall’incubo dell’insuccesso a colpi di “La vita è dura ma tu vai avanti!”, “Una cotta è come una malattia del cuore. Può farti perdere la testa”, “Tu sei come una calamita e le ragazze sono il metallo”. Sette capitoli per riassumere anni di intense esperienze sul campo. Regola dopo regola, consiglio dopo consiglio, Alec mette insieme il perfetto manuale di auto-aiuto per bambini sentimentalmente acerbi (a occhio direi tutti tranne lui)...
Le illustrazioni dal tratto rapido di Kei Acedera sono l’unico inserto di autentica tenerezza in un libro che avrebbe fatto meglio a restare quello che era, cioè un temino spiritoso di un alunno di terza elementare. Perché nella nostra società degli uomini un bambino di otto anni è diventato suo malgrado un ragazzo, ritratto in infradito, con una mano in tasca, in posa da vecchio puttaniere? Perché di fronte a un cinema di Roma una mamma cyborg con le labbra di silicone si rivolge a un gruppetto di cinque-seienni con un raggelante “Forza ragazze, andiamo che comincia il film!”? È l’inquietante deriva dell’adultizzazione dell’infanzia. Il mondo dei grandi che vuole annettersi quello dei piccoli. Mettersi nei panni dei bambini è diventato troppo faticoso, e allora ecco la scorciatoia: mettere i bambini nei nostri panni. Un’operazione rischiosa per tutti, per la società, per i bambini, per la sopravvivenza del senso del grottesco. Leggo testualmente a pagina 17: “Assicurati di avere buoni amici che non cerchino di farsi la ragazza che piace a te”. Sarà pure una svista della traduttrice, però...

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