Everwild

Everwild
Se sei morto e ti sei perso nel viaggio verso la luce puoi risvegliarti a Everlost. Gli ultraluce si muovono in un mondo popolato da zone morte e da tutto quello che dal mondo dei vivi è trapassato a Everlost: locomotive, tavole calde, alberi, cavalli, sacchetti di pop corn… Non è facile quindi che qualcosa o qualcuno possa turbare gli ultraluce, eppure a Everlost da qualche tempo corrono voci di eventi terribili e meravigliosi, dicerie su una bellissima strega del cielo e un orco di cioccolata. Mary Torrealta è la regina dell’Hindenburg, e solca i cieli alla ricerca di ultraluce a cui offrire la libertà, o almeno la sua libertà. D’altronde chi l’ha detto che solo perché c’è una luce in fondo al tunnel questa debba essere desiderata? Nick se ne va in giro per Everlost su una locomotiva del diciannovesimo secolo: sarebbe un normalissimo ragazzo di quattordici anni, almeno nell’aspetto, se non gli colasse cioccolata da mezza faccia. Nick se ne va in giro con Johnnie-O offrendo monete alle anime intrappolate, monete che sono biglietti d’uscita da Everlost. In questa caccia agli ultraluce per Nick e Mary  i confini sono sempre più stretti, le Everwild si estendono tutt’intorno i territori già battuti. Ma gli ultraluce del Sud non possono più aspettare e Nick e Johnnie-O si mettono in viaggio per gli Everwild, nelle vaste e sconosciute terre selvagge…
A lungo mi sono domandata dove finissero i miei calzini spaiati. Adesso so che finiscono a Everlost e forse proprio in questo momento c’è un ultraluce che sta usa usando il mio calzino a righe verdi come merce di scambio. Ma non credo che possa valere molto, non quanto una decorazione natalizia almeno, i calzini si perdono così spesso. Everwild è un fantasy davvero grazioso e sono sicura che l’avrei apprezzato di più se avessi avuto sui dodici-tredici anni, ma anche adesso si fa leggere con piacere. Di mondi fantasy ultimamente ne sono stati creati tanti, e molto - da sempre - si sente l’influenza di JRR Tolkien. Ma la maestria e la profondità del professore di Oxford sono merce rara e ormai le varie razze degli elfi, dei nani e degli uomini sono così inflazionate che è sempre più difficile leggere qualcosa di buono. In quest’ottica scrivere un fantasy che metta da parte la lezione tolkieniana è già un gran merito, e un mondo di oggetti perduti e anime sospese si fa amare facilmente e con piacere. Nick, Mary e i loro amici sono dei buoni compagni di viaggio nella scoperta di Everwild: grazie al cielo non sono delle macchiette rubate a qualche film anni ’80, ma sono pur sempre dei ragazzini. Everlost è un bel romanzo fuori dagli schemi più abusati, è un libro sicuramente ideale per i più giovani ma potranno trascorrerci insieme qualche bella ora ma anche i lettori maturi che sono alla ricerca di una lettura spensierata.

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER