Fate a metà e il segreto di Arla

Fate a metà e il segreto di Arla
Il mondo che ci circonda non è regolato da leggi naturali come ci insegnano a scuola, come sostengono i grandi scienziati; la verità è che, mimetizzate nel bianco assoluto dell'Antartide, nella Foresta Nera, tra i raggi della luna esistono realtà che guidano ogni cosa; la verità è che gli animali, siano  gufo o lucciola, comprendono benissimo e quando vogliono sono in grado di comunicare con il linguaggio umano; la verità è che esistono le fate e alle fate interessa anche il bene degli uomini oltre quello della natura,  ma  pochi sono i privilegiati che hanno la possibilità di saperlo. In una casa avvolta completamente da rose rampicanti due sorelline gemelle stanno litigando per una penna biro, quando improvvisamente una strana nebbia le avvolge...
Benedetta Parodi ha deciso, sulla scia della sua notorietà come "cuoca televisiva", di condividere i personaggi e le storie create per le figlie, semplici narrazioni in tutto simili a quelle che, senza alcun artificio, molte mamme inventano sul momento per far scivolare i propri bambini nel mondo dei sogni, quando stentano ad abbandonare l'intensa attività diurna. Il racconto ricalca gli schemi delle fiabe di Andersen, ci sono tutti gli ingredienti classici: i buoni e i cattivi, la rinuncia ai poteri magici per amore verso un umano, la magia al servizio del bene, ma anche i litigi tra sorelle, diverse per carattere e aspetto fisico, l'ecologia, lo sfruttamento irresponsabile delle risorse e altro ancora. Il pregio del testo è tutto nella trascrizione di semplici ricette (pochine in verità!), facilmente realizzabili, tra le cui righe traspaiono il piacere per la cucina, il gusto per il cibo, la gioia e la fantasia nella realizzazione di una pietanza che diventa "magica" proprio per come viene preparata (recitando filastrocche, saltellando, assaggiando rigorosamente con le dita...); sembra quasi di vedere mamma e figlie che cantano a squarciagola mentre preparano il budino al cioccolato o i microbiscotti della felicità. Il progetto grafico è vincente, accurato e ricco, utile la copertina che diventa mini ricettario, molto belle le illustrazioni dal tratto delicato di Silvia Provantini. La storia però in molte parti è scritta con uno stile narrativo faticoso e il finale dell'episodio è un po' affrettato: episodio perchè molti sono gli indizi che fanno presupporre la volontà di dare un seguito; ma la presenza di qualche simpatico e originale procedimento culinario è sufficiente a giustificare la stampa di nuove avventure delle fate a metà? Se Benedetta Parodi si concentrasse sulla realizzazione di un ricettario "magico" più ricco, per bambini e mamme con voglia di cucinare gioiosamente, secondo noi centrerebbe il bersaglio.

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