In fuga verso un sogno

Londhar, oggigiorno. Ovvero molto tempo dopo il Tempo di Prima. Distrutta dai Gas, una catastrofe ecologica che non ha risparmiato né piante né animali, Londhar è una città circondata dalle alte mura dell′M25, barriera invalicabile, sorvegliata dal Ministero perché nessuno provi a scappare. La popolazione è suddivisa in tre caste: gli Au, i Cu e i Pb, che prendono il nome dai simboli chimici di Oro, Rame e Piombo. Serendipity appartiene al gruppo dei Pb, è appena rimasta orfana e si sente del tutto senza direzione in questo strano mondo governato da leggi che non condivide, ma che nemmeno ha mai provato a immaginare diverse. È sempre stato così, da che ne ha memoria. Per fortuna ci sono i Narrastorie, i custodi della memoria dei tempi andati: è proprio per uno di loro, il Professore, che inizia a lavorare come assistente. Ma un giorno ritrova una strana mappa in un medaglione lasciatole dalla madre. È una mappa che mostra il mondo di là dal muro, e che promette che oltre il confine ci siano ancora i cavalli. Non è possibile, si sente dire, non ci sono più animali vivi da nessuna parte. Ma il mondo conosciuto è soltanto quello di qua dal muro. Che cosa c’è la fuori? Per un insieme misterioso di indizi e coincidenze, Serendipity si convince che deve fuggire…

È una distopia il primo romanzo di Zillah Bethell, e dipana la sua storia in una Grey Britain in cui i Gas hanno distrutto la vita e la memoria di tutto ciò che c′era prima, ovvero il mondo che conosciamo. Si riconoscono i nomi dei luoghi della città di Londra, il suo Tamhig è una distesa di fango che risucchia chiunque abbia la sventura di finirci dentro, Falgar′s Square uno scenario urbano post apocalittico in cui un giorno di molti anni prima Serendipity vide volare un piccione, l′unico che abbia mai visto. Che cosa resta, quando tutto è finito? Quando il mondo conosciuto è retto da un sistema ingiusto, la natura è stata annientata e non si hanno più radici se non nei ricordi che in molti sembrano denigrare? La fuga. La speranza deriva dalla ricerca di là dal muro, e dalla conoscenza naturalmente, perché “un giorno ciò che sai potrebbe essere la cosa più importante del mondo”. La speranza coincide con la negazione delle verità confezionate da altri e con l’orizzonte infinito di tutto ciò che si può scoprire e sperimentare, perché in definitiva sappiamo soltanto ciò che abbiamo conosciuto. Ma quanto ci resta da conoscere ancora? Intenso, ispirato, coinvolgente. Piacerà ai rivoluzionari, dalla preadolescenza in poi.

 


 

0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER