Gita sulla Luna

Gita sulla Luna

Un’astronave gialla atterra sulla Luna e dal portellone esce una classe di 11 bambini e bambine in gita scolastica, guidati da un insegnante, tutti rigorosamente in tuta spaziale. L’ultimo a scendere ha in mano un taccuino e una scatola di pastelli - si attarda dietro agli altri. Quando tutti si apprestano ad osservare un cratere, lui si siede e si mette a disegnare la terra che appare, rotonda, nel cielo nero. Seduto dietro una duna, si addormenta e, quando si risveglia, gli altri non ci sono più. Fa una corsa per raggiungere lo scuolabus spaziale, seguendo le impronte lasciate dai suoi compagni sul suolo Lunare, ma quando arriva sul luogo dell’atterraggio, si accorge che gli altri sono appena ripartiti. Sconsolato, si siede per terra e si rimette a disegnare sul suo taccuino con i suoi colori a cera. Qualcuno, però, lo sta osservando: dietro di lui, sbucano dal suolo degli incredibili omini con un solo occhio, fatti della stessa materia della Luna, che guardano incuriositi il suo disegno. Sentendosi osservato, il bambino si volta, ma gli omini extraterrestri, spaventati, si nascondono dietro un masso. Quando il bambino mostra loro il suo disegno, gli omini sbucano da dietro il masso, divertiti e ammirati. Il più audace accetta di prendere un pastello e poi tutti si fanno coraggio. Al bambino rimane solo il grigio, che è proprio il colore degli alieni conosciuti sulla Luna...

Immagini davvero suggestive per questo silent book, un libro senza parole che però comunica fin dalla prima pagina una storia ricca di significati. Innanzi tutto la storia di un’amicizia “senza parole”, che proprio come l’albo illustrato che la racconta, comunica solo attraverso i disegni e i colori. Una storia “universale”, come lo spazio che attraversa, che dimostra come è possibile superare la paura del diverso, attraverso la comunicazione non verbale e l’entusiasmo della scoperta. La sorpresa, d’altra parte, accompagna anche il piccolo lettore, dalla prima all’ultima pagina, quando ad esempio scopre che forse il protagonista è una bambina, o forse no, ma comunque è un po’ diversa dagli altri, perché se il lettore osserva bene le illustrazioni, magari tornando indietro a controllare, si accorge che la protagonista è l’unica che usa un bloc-notes e non un tablet, come il resto dei compagni. E la sua curiosità viene premiata perché è proprio lei a “scoprire”, appunto, qualcosa che gli altri neanche immaginano. Un’altra vera scoperta è l’autore, John Hare, che, con l’uso sapiente della luce e del colore che utilizza per le illustrazioni di questo suo albo d’esordio, ci lascia a sperare che voglia proseguire la carriera appena intrapresa.



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