Gugù a testa in giù

Gugù a testa in giù
I migliori amici di Gugù sono una scimmia cucciola (Cocoa), un camaleonte acrobata (Kami) e un baobab, anche perché nessuno di loro la fissa in modo strano. Ma anche per Guia Anselma de Gilbertis, meglio nota come Gugù a testa in giù, arriva il primo giorno di scuola e il momento di lasciare un po' da parte il suo dondolare dal baobab e di affrontare gli sguardi curiosi degli altri compagni. “C'è qualcuno tra voi che arriva da un Paese lontano?” chiede la maestra alla classe. Ed ecco che Gugù racconta la sua storia, di aver vissuto in Italia... ma questo è solo l'inizio, perché in classe e fuori l'inventiva di Gugù è ancora tutta da scoprire.
Una storia semplice, costruita secondo un'inversione del punto di vista: la bambina bianca è la minoranza “diversa” in un contesto africano, tutto nero ma non particolarmente diverso dal mondo come (in Italia) lo conosciamo: la mamma richiama la figlia che non vuole andare a scuola esattamente come ci aspetteremmo noi, gli animali da compagnia sono solo un po' più esotici e piuttosto che un grande camion o un pirata della strada, la minaccia per i bambini che giocano è una mamma rinoceronte. Nessuna vera localizzazione geografica, nessun vero personaggio a parte Gugù: solo una rapida avventura che, nel giro di 47 pagine e molte illustrazioni in monocromo verde, si esaurisce, rimandandoci agli altri “Alberini” della collana pubblicata da Giunti Kids. Un passatempo in carta riciclata, con alcune notizie sull'albero del baobab che, ritagliate dalla copertina, possono diventare un segnalibro. Per lettori alle primissime armi, che troveranno caratteri grandi ma anche più d'un parolone con cui misurarsi.

 

 

 

 
 
 
 
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