Hania - Il Cavaliere di Luce

Hania - Il Cavaliere di Luce
Da quando Harin è morto, al suo posto a regnare è l’anziano padre, il re mago lo chiamano, ma anche i suoi giorni sono giunti al termine, perché quella delle meteore rosse piovute dal cielo sarà la sua ultima notte. L’orrore di quel cielo striato di sangue annichilisce il vecchio, svelandogli però il maleficio lanciato dall’Oscuro: in questa notte tetra e senza luna, un bambino sarà concepito nel ventre di una donna del Regno, il figlio dell’Oscuro Signore vedrà presto la luce e diffonderà morte e miseria. Non c’è tempo di fermare il piano ma il re può ancora mettere in guardia la regina Liria, prima che quell’essere malvagio danni il mondo. Mentre verga su pergamena le sue ultime parole, il re mago non ha idea che la fanciulla prescelta è proprio sua nipote, Haxen figlia di Harin, educata al coraggio e alla nobiltà d’animo sulle orme del Cavaliere di Luce. Avrà la principessa la forza di uccidere la propria figlia appena nata? La partita a scacchi contro l’Oscuro è solo all’inizio…

Hania, la figlia dell’Oscuro che nasce odiando sua madre e ogni creatura la circondi, si muove funambolica tra bene e male, e insegnarle a distinguere l’uno dall’altro è la cosa più difficile per la principessa Haxen. Per lei Hania prova repulsione e orrore, eppure Haxen vuole salvarla, o almeno salvare il mondo da lei senza per questo sopprimerla alla nascita. Hania non può parlare, bere latte o fare le cose di un qualsiasi neonato le dà la nausea, non piange, raramente dorme, ma già manifesta i suoi oscuri poteri. Solo ascoltando le storie del Cavaliere prova sollievo.” (…) Haxen ricominciò a raccontare del Cavaliere di Luce. E di come gli uomini facessero cose sbagliate, ma il cavaliere non si arrabbiava, non si arrabbiava troppo, perché se un giustiziere fosse diventato un vendicatore, poi l’orrore e il dolore si sarebbero moltiplicati e il mondo si sarebbe perso.” Sulle orme de Il piccolo principe più che del fratello maggiore Harry Potter, il fantasy di Silvana De Mari ha qualcosa di magico che nulla ha a che fare con il soprannaturale che ha generato Hania. Si tratta piuttosto di una magia fatta di parole, di buoni esempi e di educazione, che solo una madre saggia può insegnare a sua figlia, una saggezza evidentemente condivisa con l’autrice che di sé ha scritto: (…) dopo che mi avranno ammazzato, voglio sulla mia bara i miei due libri, Il Signore degli Anelli e Se questo è un Uomo, e le bandiere di quelli che hanno combattuto il nazismo. Che l’hanno combattuto con le armi, il sangue e il coraggio. La madre de L’ultimo elfo e L’ultimo orco, ci regala un’altra storia senza tempo.

 

 

 

 
 
 
 

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