Harry Potter e il calice di fuoco

Harry Potter e il calice di fuoco

Harry Potter è preoccupato. La sua cicatrice a forma di saetta comincia a fargli male in concomitanza di un sogno ricorrente nel quale vede Lord Voldemort, il suo scagnozzo Codaliscia e il serpente Nagini organizzare un piano per ucciderlo. La sua preoccupazione aumenta quando, alla finale della Coppa del Mondo di Quidditch, un gruppo di maghi mascherati attacca degli sprovveduti “babbani”, azione di indicibile gravità compiuta fino a quel momento solamente dai mangiamorte. A conferma, il simbolo di Lord Voldemort compare in cielo. All’apertura dell’anno scolastico, il preside Silente annuncia che al posto del consueto torneo di Quiddich si terrà invece il Torneo dei tre maghi, una gara pericolosissima ma strabiliante che vede coinvolte le tre più grandi scuole del mondo magico (Hogwards, Durmstrang e Beauxbaton). Un calice di fuoco selezionerà un partecipante per ogni scuola, ma solo chi ha più di 17 anni è autorizzato a inserire il proprio nome nella coppa. Ma qualcosa al momento della selezione va storto: il calice sorteggia come consuetudine i tre campioni ma a sorpresa, estrae un quarto nome, quello del quattordicenne Potter. Le leggi imposte dal torneo sono indissolubili ed Harry è costretto a imbarcarsi suo malgrado in questa nuova avventura, tra draghi, sirene e labirinti. Una serie di inaspettati aiuti porteranno Harry a vincere il torneo insieme a Cedric, campione della casata Tassorosso, ma nel momento in cui prenderanno in mano la coppa, tutti i tasselli della storia torneranno tragicamente al loro posto e il piano di Lord Voldemort verrà svelato...

La stessa J. K. Rowling ha dichiarato che il quarto libro è quello centrale della serie dedicata a Harry Potter, un momento cruciale oltre il quale nulla sarà come prima: l’atmosfera affascinante e divertente che ha contraddistinto i volumi precedenti lascia prevalere un’ambientazione cupa ed una narrazione progressivamente sempre più intricata. Non a caso, è proprio a partire da questo episodio della saga che iniziano ad avvicinarsi alla storia del maghetto anche lettori non giovanissimi, poiché il testo perde le classiche connotazioni di libro per bambini. In queste pagine si comincia ad avere pieno contatto con il lato oscuro della magia: gli studenti vengono a conoscenza delle tre maledizioni senza perdono, purtroppo vedendone gli effetti e le prime vittime per mano del risorto Voldemort. Male e bene si contrappongono e si equivalgono, senza che si verifichi una netta vittoria da parte di Harry e i suoi amici. Tra la narrazione più seria e matura trovano comunque spazio momenti piacevoli e leggeri, che mettono in gioco paure, amore e sentimenti dei protagonisti oramai adolescenti, alle prese con i primi innamoramenti. Emergono inoltre altre tematiche più che mai attuali, come il giornalismo scorretto – incarnato dalla perfida Rita Skeeter, Gazzetta del Profeta, giornalista con un particolare gusto per gli scandali reali o immaginari – e l’oppressione e lo sfruttamento - attraverso la narrazione della misera condizione degli elfi domestici, costretti a lavorare 24h su 24h senza riposo, paga o ferie. Temi importanti, ma trattati con il solito stile brillante e fantasioso, che fa riflettere il lettore senza turbarlo.


 

 

 
 
 
 

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