I Custodi – Lo scrigno e la libellula

I Custodi – Lo scrigno e la libellula

Horace è un dodicenne un po’ imbranato con la passione per le scienze. Vive a Chicago con i genitori e sta tornando a casa a bordo del 77 diretto a est, quando appeso all’angolo di un edificio in Wexler Street nota uno strano cartello con scritto il suo nome: Horace F. Andrews. Che sia solo un caso? Una strana coincidenza di cui non si era mai accorto prima? Deve assolutamente controllare, ecco perché scende alla fermata imbattendosi in uno strano figuro: è alto oltre la norma, esile e con dita da ragno, un tipo di cui non può e non deve fidarsi, lo sente a pelle. Pochi metri ed eccola lì, la misteriosa “Casa delle Risposte”, impossibile non entrare: Horace è sempre stato curioso. Si cala giù per la rampa di scale pericolanti, l’aria sembra raffreddarsi, il posto è buio, ma lui procede fino alla porticina certo di fare una grande scoperta. Oltre la soglia una zaffata di odori indistinti lo investe insieme a un brusio che sembra musica, ancora qualche altro gradino e il mistero è svelato: pareti e soffitto coperte da gabbie per uccelli, e tavoli e scaffali pieni zeppi di cestini e scatole di ogni dimensione…

Ogni storia ha un inizio, è questa ha la sua genesi in un misterioso negozio di oggetti straordinari, i cui poteri sono vincolati ai loro Custodi. Primo volume della tetralogia The Keepers, Lo Scrigno e la Libellula ha per protagonisti due dodicenni dal carattere opposto e complementare, Horace e Chloe, il cui destino si intreccia alla millenaria storia dei Custodi di Tan’ji, i misteriosi strumenti a cui sono vincolati. Ted Sanders insegna scrittura creativa all’università dell’Illinois, e la passione per la scrittura che ha sempre coltivato è esplosa quasi all’improvviso da adulto, dopo aver perso il lavoro: è allora che l’idea della ‘scatola delle promesse’ e di un ragazzino curioso di nome Horace ha cominciato a prendere forma. Appassionante e ricca di colpi di scena, la saga dei Custodi soddisfa il desiderio di scoperta e avventura dei più giovani lettori, senza la necessità di impoverire il linguaggio, che risulta pulito ed espressivo ricco di termini coniati dall’autore, e con personaggi dalle caratteristiche insolite e variegate.



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