I doni della fata

I doni della fata
Tanto tempo fa un uomo buono e generoso sposò una donna acida e malvagia. Dalla loro unione nacquero due figlie: la maggiore, torva come la madre e non proprio bellissima; la minore, con gli occhi lucenti e l’animo altruista. Il loro padre morì presto e la madre iniziò a trattare la più piccola come una schiava e ad adorare la maggiore, perché era più simile a lei. Un giorno la più piccola si recò verso una fontana per prendere l’acqua con una brocca che portava sulla testa e, mentre si stava riposando, una vecchietta zoppa le si avvicinò chiedendole un po’ d’acqua. La richiesta fu subito soddisfatta con amore e gentilezza come era normale per la fanciulla. Quando tornò a casa, la madre la rimproverò per il ritardo e come la piccola fece per aprir bocca, una montagna di diamanti ne uscì fuori. Allora, la madre, sempre diabolica nei suoi piani, mandò alla fontana anche la maggiore, raccomandandosi di trattare con educazione chi le si fosse avvicinato per chiederle un po’ d’acqua. Ma poiché non era nell’indole della maggiore essere disponibile nei confronti del prossimo le cose andarono un po’ diversamente…
Chi è pratico dei territori fiabeschi, avrà sicuramente riconosciuto in queste righe il racconto “Le fate” di Charles Perrault (1628 – 1703), il celebre scrittore francese che nella raccolta  I racconti di Mamma Oca include anche le più famose “Cappuccetto Rosso”, “La bella addormentata nel bosco” e “Cenerentola”. E quindi – vi chiederete – dove sta la novità? Ecco, in questo caso la novità sta nella forma più che nel contenuto: la fiaba viene raccontata su 20 cartoncini quadrati e numerati che sul fronte hanno l’illustrazione delle vicende in corso, mentre sul retro poche righe le raccontano. Il tutto è raccolto in un cofanetto che, una volta aperto, al suo interno riporta sia la storia scritta per intero sia, su un’aletta, le indicazioni sull'ordine in cui disporre le carte per raffigurare tutti i passaggi della fiaba dall’inizio alla fine. Le illustrazioni, a cura di Sophie Fatus, sono vivissime nei colori - che risaltano ancor di più una volta composto il puzzle. Un modo originale ed educativo per riscoprire fiabe che altrimenti, con il tempo, potrebbero andar perdute.

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