I mondi di Albie Bright

I mondi di Albie Bright

Albie è un bravo ragazzo, figlio di due scienziati. Ma è anche un bulletto insicuro, convinto che il padre abbia creato un suo clone per liberarsi di lui. In un altro mondo. Ed è anche una geniale ragazza che sta su una sedia a rotelle, in un altro mondo ancora. Tutto inizia con un Albie – il bravo ragazzo – che ha appena perso la madre e decide di viaggiare tra i mondi per ritrovarla. L’idea gliel’ha data suo padre, “l’uomo in grado di spiegare qualsiasi cosa”, almeno nei libri e in tv. Dopo il funerale, parlando di paradiso e di fisica quantistica, gli ha raccontato che in un famoso esperimento un atomo può trovarsi in due posti contemporaneamente. Per alcuni fisici è la prova che “questo universo – il mondo in cui viviamo – è solo uno di un numero infinito di altri universi”. In almeno uno di questi la mamma di Albie dovrà pur esistere ancora… O addirittura essere viva, pensa Albie, che per provare a raggiungerla mette insieme il computer quantistico di sua madre con l’esperimento di Schrödinger, formula la teoria della banana quantistica e comincia a viaggiare. Così scopre l’esistenza di un Albie cattivo, di una Alba, di mondi in cui suo padre è miliardario e di altri in cui non è nemmeno uno scienziato…

Un romanzo per rendere accattivanti e familiari alcune delle teorie scientifiche recenti, ma anche per ragionare sul lutto e sulle possibilità di superarlo. Un’avventura alla scoperta di acceleratori di particelle, buchi neri e gatti di Schrödinger e, contemporaneamente, un itinerario di rivalutazione della propria esistenza. Albie parte ritenendosi sfortunato, ma gli (o le) alter ego che incontra negli altri mondi gli mostrano che in ogni situazione ci sono degli aspetti positivi e altri negativi, alcuni migliori e altri peggiori di quelli che Albie ha lasciato nel suo mondo di partenza. In più di un universo Albie ha un padre distratto e un nonno amorevole, ma non in tutti la madre ha potuto essere presente come nella sua esperienza. In alcuni universi Kiran rimane il suo migliore amico e Weasley MacNamara il bullo insopportabile, in un altro… c’è Albie Cattivo. Le diverse possibilità danno l’occasione di sperimentare relazioni diverse e venire a contatto con aspetti degli altri che forse esistono in ogni variante, ma che non sempre hanno la possibilità di esprimersi. Albie conosce così anche il dolore del padre, ne diventa consapevole ed è così in grado di accettarne gli errori e dare nuove basi a un rapporto che pure ha dei limiti. Il libro è denso, pieno di teorie e spunti, con qualche colpo di scena. Viaggia sul confine tra il razionale e l’incredibile, non sempre evitando che le spiegazioni scientifiche vadano a minare la sospensione dell’incredulità indispensabile in un romanzo. Ma va al di là sia della divulgazione che della fantascienza, parlando soprattutto dell’esperienza personale di un ragazzo che – in modo non del tutto convenzionale ma esplicitamente – affronta i propri bisogni e le diverse fasi di un lutto.



 

 

 

 
 
 
 

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