I musicanti di Brema

I musicanti di Brema
Non è prudente fare affidamento sulla gratitudine umana, men che meno se si è animali domestici. Lo scopre a proprie spese un povero asino che ha servito fedelmente per anni il suo padrone. Ora che le forze cominciano a mancargli, capisce che sta per essere tolto di mezzo. Così decide di scappare per andare a suonare il liuto a Brema. Strada facendo, incontra un cane nelle sue stesse condizioni: visto che ormai non è più capace di andare a caccia, il padrone se ne vuole liberare. L’asino gli propone di unirsi a lui. Stessa cosa succede con un gatto, che la padrona non vuole più tenere perché è diventato troppo vecchio per rendersi utile, e con un gallo, che la cuoca intende mettere in pentola. Viene la sera e lungo il cammino i quattro amici si imbattono nella casa ben illuminata dei briganti. Lì c’è una bella tavola imbandita, c’è posto per dormire comodamente. Ma per appropriarsi di quel rifugio accogliente devono prima far sloggiare i legittimi proprietari, ricorrendo a tutte le risorse di cui la natura li ha dotati, dagli zoccoli, agli artigli, alla voce sonora e squillante...
Il mondo dei fratelli Grimm vira decisamente al nero con storie crude e realistiche, che nella concezione originale non erano destinate ai più piccoli. Sono vicende drammatiche, in cui i genitori ridotti alla fame vanno a sperdere i propri figli nel bosco come succede ad Hänsel e Gretel, e le bambine che deviano dal sentiero per inoltrarsi nella foresta finiscono dritte dritte nella pancia del lupo come Cappuccetto Rosso. In questo cupo scenario non fa eccezione I musicanti di Brema, proposta da Katrin Stangl in un sinteticissimo adattamento, in cui le parole sono ridotte al minimo per lasciare spazio alle immagini. La fiaba prende l’avvio da una considerazione tanto amara quanto attuale: chi è vecchio e improduttivo è un peso di cui - potendolo fare impunemente - è meglio disfarsi senza rimpianti. Ma i quattro protagonisti non ci stanno. Si ribellano alla logica spietata della produttività e si lanciano con entusiasmo in un on the road animalier per realizzare il loro sogno musicale. Salvo poi abbandonare le ambizioni di suonatori e mettere radici nella confortevole abitazione che si sono guadagnati con astuzia e spirito di iniziativa, per vivere insieme felici e contenti. Questo apologo a lieto fine sulla forza dell’amicizia, sull’unione che fa la forza e sulle inaspettate risorse della vecchiaia, ha lasciato un segno non soltanto nella letteratura ma anche nella monumentistica, come si può vedere nella città Brema che vanta una celebre statua dedicata ai quattro musicanti. Le illustrazioni a tutta pagina, realizzate a mano con la combinazione di due soli colori – il rosso e il verde - e successivamente digitalizzate, essenziali nel tratto bidimensionale e volutamente infantile, sostengono con efficacia tutto il peso del racconto. Ma al di là dei pregi artistici dell’edizione di Corraini, cosa ha da dire questo volume ai bambini, che ne sono i primi destinatari? La classica, classicissima morale, che non manca mai nelle favole e che in questo caso esorta a non arrendersi neanche all’approssimarsi della fine. Perché per chi ha coraggio, intraprendenza e un cuore generoso, non è mai detta l’ultima parola.

 

 

 

 
 
 
 
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