I tre porcellini delle caverne

I tre porcellini delle caverne

“Siamo nella preistoria e la vita non è facile per gli antenati dei tre porcellini. Non è facile affatto! La loro mamma non è affatto gentile!” Bastano un paio di grugniti e i fratelli, ormai grandi, capiscono che è arrivato il momento di lasciare la casa natia per trovarne una nuova. I tre si incamminano e cercano un riparo per la notte: il primo trova un cespuglio e lì, con qualche foglia, si fa un comodo materasso; il secondo è più previdente e sceglie quattro gracili alberi raggruppati e, piantando dei rametti per terra, si costruisce la sua nuova casa; il terzo porcellino cammina a lungo e si ferma solo quando trova un buco nella montagna. Impiega tutto il giorno per spostare una grossa pietra ma alla fine riesce a chiudersi dentro. Arriva la notte e mentre i primi due fratelli si godono le stelle nel cielo, il terzo dorme della grossa. Ma anche nella preistoria non c’era da stare tranquilli e l’antenato del lupo andava già ghiotto di porcellini; con soffi e fulmini le case di foglie e rami finiscono a pezzi e ai due sfortunati non resta che chiedere aiuto al terzo fratellino nella caverna. Ma quando la storia sembra arrivata al lieto fine...

I tre porcellini è una delle fiabe più amate dai piccoli e una tra le più interpretate e riviste, dalla versione di Attilio che la racconta in formato cartonato con Lapis editore a quella di Giusi Quarenghi che ne dà una personale interpretazione con Topipittori. In questa nuova versione, l’abbinata Christine Naumann-Villemin e Marianne Barcilon, già note per la fortunata serie di albi illustrati con protagonista la piccola di Nina (Il ciuccio di Nina, Un cucciolo per Nina e Nina è arrabbiata!), raccontano e illustrano una versione tutta da ridere, ambientata nella preistoria. Tra grugniti, mamme pelose e lupi che sembrano più furbi dei cugini moderni, i tre fratellini ne vedranno davvero di tutti i colori e già dalla copertina, dove i tre protagonisti disposti in fila sorridono ingenui al lettore, si capisce che non si tratta della solita storia. La struttura narrativa è quella della fiaba classica: i porcellini che vengono convinti dalla mamma a farsi una nuova vita, le tre case più o meno sicure, il lupo pericoloso, la solidarietà tra fratelli che in qualunque versione non può mancare e un finale che però stavolta è inaspettato. Un albo che si presta molto bene ad una lettura a voce alta, complici i discorsi (incomprensibili) fatti di versi e brontolii e le immagini molto espressive e divertenti.



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