Il dito magico

Il dito magico
Una bambina di otto anni, di cui non conosciamo il nome, vive in un non precisato villaggio della campagna inglese e ha un potere straordinario: un dito magico, che punta contro le persone che la fanno veramente arrabbiare. In quei momenti, quando vede tutto rosso e le viene improvvisamente un gran caldo dappertutto, dal suo dito indice si sprigiona una specie di lampo, come qualcosa di elettrico,  che mette invariabilmente il malcapitato di turno in una situazione veramente bizzarra. È un dono che la bambina possiede sin dalla nascita e che non riesce mai a controllare: è più forte di lei, se assiste ad ingiustizie o ne è lei stessa vittima, oplà, il suo dito magico spunta fuori  e colpisce, con conseguenze imprevedibili. Come quella volta che la povera maestra, la vecchia signora Winter, per aver messo in castigo la bambina, si è vista spuntare un bel paio di baffi sul viso ed un’enorme coda cespugliosa dal vestito. E così accade anche che la famiglia dei signori Paper, la cui fattoria confina con quella della bambina, si ritrova improvvisamente a passare la notte in un nido. Si, proprio in un nido, perché, colpevoli di essere crudeli cacciatori di anatre, una mattina si risvegliano trasformati essi stessi in uccelli e costretti a fare i conti con dimensioni e capacità totalmente diverse da quelle umane. Il tutto mentre anatre enormi con braccia di uomini occupano beatamente la loro casa
Il racconto, scritto da Dahl nel lontano 1966 e illustrato come sempre da Quentin Blake, al di là dell'evidente messaggio ambientalista, ha il pregio di far riflettere sull’importanza del rispetto della diversità. La famiglia Paper, infatti, è costretta a vivere come gli uccelli, con tutti i pericoli e le difficoltà che ne derivano; mentre le anatre si trovano improvvisamente in una posizione privilegiata ed intravedono, anzi, una possibilità di riscatto ai torti fino ad ora subiti. Un divertente scambio di ruoli che accompagna il bambino anche nella comprensione di concetti difficili come quello di giustizia e di vendetta, e che ci conferma l’amore e, soprattutto, la consonanza tra lo scrittore inglese e il mondo incantato dei bambini. Un mondo che Dahl dipinge con colori a volte cupi, ma nel quale i piccoli protagonisti, spesso dotati di poteri speciali, si vendicano sempre delle prepotenze degli adulti. Insomma un mondo che,  rubando l’espressione a G.K. Chesterton, non racconta solo che i draghi esistono, ma insegna che si possono sconfiggere, e regala ai piccoli lettori un’àncora di salvezza nei momenti di tristezza o di noia.

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER