Il fuoco segreto di Altea - Gli arconti ombra

l fuoco segreto di Altea - Gli arconti ombra
Victor Viperion, arconte di Altea, mantiene il pugno di ferro su quelle terre, dopo aver convinto tutti di aver preso il potere sgominando la minaccia di un altro arconte precedente, che aveva ucciso i suoi due colleghi per avere libero accesso al vertice. Nel frattempo, Ailan si aggira per i bassifondi di Altea con il suo mimure, un animaletto simile a un gatto ma dall'intuito infallibile e dall'empatia quasi magica. Inseguito da un gabbiano meccanico, Ailan arriverà in un laboratorio stranissimo, entrando in possesso di un oggetto straordinario: una specie di scrigno, che contiene le memorie dell'arconte presunto assassino che, prima di morire, si era fatto cancellare la memoria e aveva nascosto tutti i suoi ricordi, in modo da non lasciare che Viperion entri in possesso della fiamma di Altea, mitico elemento necessario a sviluppare la pozione che allunga la vita degli arconti. Ailan si troverà, suo malgrado, in una situazione pericolosa; e non sarà il solo: anche Marill, amica del ragazzo, si troverà tra due fuochi e dovrà provare a cavarsela, arrivando anche a tagliare la sua bellissima treccia per sembrare un ragazzo. I due amici scopriranno di avere in mano molto più che il loro destino... forse perfino il destino di Altea.
Questa è la prima tappa del viaggio di Marill e Ailan (la seconda avventura è già uscita in libreria e si intitola Il tesoro di Vjnlan, mentre per gli altri due volumi dovremo aspettare ancora un po'), personaggi usciti dalla penna di Isabel Harper, al secolo Isabella e Marco, marito e moglie milanesi al loro esordio con Il Battello a Vapore. Complice la valanga di romanzi fantasy per ragazzi drammaticamente scesa sulla letteratura giovanile,  i due autori si trovano in mezzo, loro malgrado, a un diffuso malcontento. Valori come amicizia, coraggio e fedeltà sono ben indagati in questo romanzo d'esordio che, però, non ha la magia degli inizi, complice forse la scarsa credibilità del mondo in cui è ambientato, che è semplicemente troppo: c'è la magia, c'è la tecnologia estremizzata, c'è un pseudomedioevo latente, c'è il mare, c'è la montagna... Insomma, un mondo fantastico deve avere una sua coerenza (Tolkien, genio assoluto della materia, lo spiega bene nel saggio "On Fairy Stories", riunito con alcune favole nel volume Albero e foglia del 1964). Una lettura carina, da fare a undici anni sotto l'ombrellone, sperando che i capitoli successivi ci facciano vivere un'avventura un po' meno dimenticabile.

 

 

 

 
 
 
 
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