Il libro delle ore felici di Jacominus Gainsborough

Il libro delle ore felici di Jacominus Gainsborough

Jacominos nasce in un giorno preciso, in un luogo preciso, da quella mamma e quel papà: questo lo rende unico, come unici sono i suoi amici, Policarpo, Cesare, Agatone e Byron. O i gemelli Leone e Napoleone. Il suo nome gli viene dato dai genitori per accontentare la nonna, Beatrix Gainsborough, che in realtà ne aveva pensato per lui uno molto più lungo. La famiglia e gli amici di Jacominos lo hanno sempre amato, nonostante il brutto carattere del padre e i tanti complessi della madre ‒ d’altra parte tutti hanno dei difetti. Jacominos ha spesso la testa tra le nuvole, è un suo aspetto caratteristico: forse proprio per questo fa quella caduta, da piccolo, giù dai quattro scalini che portano in veranda. Da allora la sua gamba destra rimane più debole dell’altra, “la gamba stramba” la chiama nonna Beatrix. Quella nonna bilingue, che gli insegna ad amare l’inglese, a partire da Black Knight in the Night, il libro di Wallace Mac Gregor sul cavaliere nero. Poi Jacominos impara anche il russo e l’italiano, ed il corso, il latino, il persiano... per questo un giorno s’imbarca su quella nave, proprio per aiutare a risolvere quei problemi laggiù, lui che è in grado di capire così tante persone...

Un altro albo in grande formato della grande illustratrice francese Rébecca Dautremer che ci fa viaggiare ancora una volta nel suo mondo poetico e fantastico, fatto di colori caldi e immagini eleganti. Nota al pubblico italiano per il suo Principesse dimenticate e sconosciute, l’autrice si cimenta questa volta con una storia che, seppur raccontata con i suoi classici toni fiabeschi, affronta la normale quotidianità di un peloso coniglietto, dalla sua nascita fino alla morte, arrivata serenamente, in un giorno di primavera, sotto un mandorlo in fiore. Le parole che la accompagnano sono un inno alla vita: “Una bella vita normale, niente da ridire”, semplice, sana e piena, che valeva “veramente la pena di essere vissuta”, si dice il protagonista. Le illustrazioni a due pagine, ricche di particolari che si torna volentieri a contemplare, sono intervallate da pagine singole in cui viene rappresentato Jacominos, ognuna affiancata da una pagina di testo: se scorriamo queste singole pagine lo vediamo crescere, insieme al racconto della sua storia, fino all’inevitabile ultima pagina. Ad arricchire la varietà anche estetica dell’albo, tre doppie pagine pieni di disegni incorniciati - ritratti, foto, ritagli – che ci portano in un mondo di ricordi, descrivendo prima ciò che il piccolo coniglio ha imparato, poi le persone da lui incontrate, infine le sue attese. Insomma un libro curato in ogni suo dettaglio, pieno di personaggi, di immagini oniriche e realistiche al tempo stesso, di parole poetiche e raffinate. È rivolto a piccoli e grandi lettori perché, come ci spiega la stessa autrice nella presentazione iniziale, “è un libro da condividere” tra adulti e bambini.



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