Il maialibro

Il maialibro
 il signor Maialozzi vive con i due figli, Simone e Luca, in una bella casa, con un bel giardino e una bella macchina in un bel garage e sin dall'inizio si capisce perfettamente in che modo sono divisi i ruoli. In casa c'è la moglie. E in casa, la signora Maialozzi prepara tutte le mattine le colazioni a marito e figli, riordina la cucina, le camere, passa l'aspirapolvere e poi si prepara per andare al lavoro. Una volta tornata a casa, la signora-moglie-mamma riordina, lava, stira e prepara la cena per la sua famiglia. Ogni giorno della signora Maialozzi è sempre uguale, sempre di corsa, sempre indaffarata e soprattutto fa sempre tutto da sola. Finché un giorno proprio non ce la fa più e se ne va via di casa, lasciando soltanto un biglietto sul caminetto con scritto a chiare lettere "Siete dei maiali"; e allora, come se la donna avesse pronunciato una formula magica, l'incantesimo si compie: i tre uomini della famiglia si trasformano in maiali e come tali cominciano a comportarsi. Dapprima tentano di sopravvivere, provando a farsi da mangiare, mettendo i vestiti puliti rimasti nell'armadio, ma, in assenza delle basi dell'economia domestica, tutti i tentativi risultano vani. La casa diventa inevitabilmente un porcile, finché la mamma decide che è giunto il momento di ritornare dalla sua famiglia, che ritrova implorante daavnti alla porta di casa. E il ritorno della figura femminile porta una ventata di freschezza (in tutti i sensi) e soprattutto apre gli occhi a marito e figli, che si rendono conto che la collaborazione in una famiglia è essenziale.
La genialità e l'intelligenza di alcuni autori si intuiscono quando i libri che scrivono (e/o illustrano) sono adatti sia ai bambini che agli adulti. Storie all'apparenza simpatiche e colorate che affrontano argomenti e temi fondamentali in modi che spesso precorrono i tempi, offrendo livelli di lettura e comprensione pressoché infiniti. Anthony Browne rientra a pieno in questa categoria e può vantarsi, tra l'altro, di essere stato il primo autore inglese ad aver ricevuto l’Hans Christian Andersen Award, oltre alla nomina di Children’s Laureate, massima onorificenza inglese per gli autori di libri per ragazzi. Sfogliando l'albo, pubblicato in Italia dalla casa editrice Kalandraka (ma la prima edizione inglese risale al 1986), ci si rende conto subito di quanto sia, ahimé, ancora attuale la visione della signora-mamma-moglie come donna-serva. Ma l'effetto di straniamento anche un po' violento della trasformazione in maiali dei maschi della famiglia (come non pensare alla "Città incantata" di Miyazaki) si stempera poi nel finale dolcissimo e ironico della donna che torna a casa, perché l'amore di una mamma è così grande che non riesce a stare lontana dai suoi "maiali", in cui Browne prende le distanze dal femminismo più aggressivo. Forse la signora Maialozzi sperava in due femmine invece di due maschi, ma nella bizzarra società in cui ci troviamo, sarebbe stato davvero meglio?

 

 

 

 
 
 
 
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