Il mistero del tesoro di Austerlitz

Il mistero del tesoro di Austerlitz
Un plico avvolto in vecchi giornali e risalente ai primi anni del '900 capita fortunosamente negli uffici di una casa editrice: a quanto pare lo ha battuto a macchina tale Antonìn Josef Klementyn, un anziano e malato ricercatore storico che in un polveroso archivio della Moravia si sarebbe imbattuto in lettere, tracce e documenti che conterrebbero la soluzione al più grande enigma della storia delle guerre napoleoniche, e cioè il mistero del tesoro dell'esercito dello Zar, sepolto il 2 dicembre 1805 dopo la disfatta di Austerlitz nei pressi del campo di battaglia e mai più ritrovato. E' la storia del luogotenente Udom e dei suoi 50 uomini, che dopo aver seppellito 12 barili pieni d'oro e d'argento vengono attaccati dalle truppe francesi, messi in fuga e braccati come animali. Ferito gravemente, Udom lascia le indicazioni sull'ubicazione del tesoro a Jacob Pokora, un umile fante suo vicino di letto nell'ospedale di Olmütz. Quando Udom muore Pokora, poverissimo, inizia ad accarezzare l'idea di non comunicare la preziosa informazione alle autorità militari russe ma di tenerla per sè...
La battaglia di Austerlitz, passata alla storia come il più grande trionfo del genio tattico di Napoleone Bonaparte, fu un massacro sanguinoso che lasciò sul campo ghiacciato di Slavkov u Brna, nell'odierna Repubblica Ceca, decine di migliaia di cadaveri. E sotto al campo di battaglia un tesoro, anche se molti storici hanno sempre smentito questa teoria bollandola come fantasiosa. Il magnifico libro di Oldřich Růžička - anche e soprattutto grazie alle splendide illustrazioni di Jan Klimeš - invece riprende la teoria e costruendoci attorno un plot avvincente per ragazzi e per adulti arricchito da mappe, schede di armamenti dotazioni e uniformi degli eserciti in campo, plichi imbustati allegati, sigilli, pop-up, enigmi da risolvere per i lettori. I due autori cechi insomma sfornano un libro che farà la felicità di qualsiasi bambino/adolescente maschio, da regalare a occhi chiusi alla prima occasione. A noi che bambini e ragazzi non siamo più da decenni - almeno all'anagrafe - ha fatto palpitare il cuore e destato ricordi ed emozioni di lettura ormai sopite da tempo. Sentitamente ringraziamo.

 

 

 

 
 
 
 
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