Il piccolo capitano

Il piccolo capitano
Una furiosa tempesta porta sulle dune una barca col suo piccolo capitano, la sua tromba d'ottone e il suo tettereté. Naufrago, ma solo per il tempo necessario a riparare la barca e a mettersi in viaggio verso l'Isola dei Grandi insieme ad altri bambini che vogliono diventare grandi e forti in una notte. Arriva la grande onda e il viaggio comincia con Bombolo, Marinella e Tonino il fifone a far da equipaggio al piccolo capitano e alla Maiunafalla. La vita per mare, il porto di Siliku, la Porta di pietra dei Draghi... tante frittelle e Tetteretè. Ma il viaggio non finisce sull'Isola dei Grandi: il gigante che i piccoli-grandi marinai trovano sull'isola è anche lui un marinaio e un naufrago, e il piccolo capitano non si tira certo indietro di fronte a un salvataggio. Né alle avventure su altre isole misteriose in cerca di naufraghi, tra vulcani, animali addestrati, grigi sudditi e re scorbutici, fino al misterioso doppio finale...
Il piccolo capitano è un classico che funziona pur senza mentire sulla propria età, visibile chiaramente fin dalla copertina. Scritto in nederlandese e pubblicato non più tardi del 1971, viene qui tradotto per la prima volta in italiano con il sostegno della Dutch Foundation for Literature e le illustrazioni originali. Il protagonista è un carismatico adulto-bambino, sempre padrone di sé ma capace di trascinare i suoi coetanei in avventure fantastiche la cui realtà sembra dipendere direttamente dal fatto che lui creda ciecamente alla loro possibilità. Come cieca è la sua fiducia nel prossimo (soprattutto se marinaio) e sulle proprie capacità di cavarsela in ogni situazione: nessuno dei personaggi viene mai lasciato indietro, anche se non esistono concrete rassicurazioni sulle loro intenzioni. Sarà, casomai, la furbizia del capitano a risolvere le cose. Sono più umani e dubbiosi i tre bambini che lo seguono, ma perfino Tonino il fifone ha i suoi momenti di rivalsa, anche se alla fine ciò che fa la differenza è la banda, il gioco di squadra e la complicità che coinvolge i ragazzini ma anche i marinai (adulti) che ne fanno parte. Le atmosfere fiabesche e fantastiche sono sempre riportate a una realtà comprensibile e spiegabile in qualche modo, più simili a enigmi da sciogliere che a mostri da affrontare. Così, il mondo del gioco e della scoperta si apre alla vastità di un mare da esplorare ma torna sempre alla misura dei bambini, al confronto con gli adulti e le loro motivazioni, all'elaborazione dei ruoli, al quotidiano e al possibile di un gioco che può in qualsiasi momento ricominciare.

 

 

 

 
 
 
 
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