Il piccolo giardiniere

Il piccolo giardiniere
C’era una volta, lontano lontano, un’isola in mezzo al mare, su cui fioriva un meraviglioso giardino. Gli alberi rigogliosi, il prato sempre verde e i fiori dai mille colori venivano curati con saggezza dal giardiniere del re, un piccolo giardiniere, non più alto di un dito. Lui non potava né annaffiava: tutto quello che faceva era parlare alle piante con amore e dolcezza. Il re non sapeva mai come ripagarlo per il suo magnifico lavoro, ma al giardiniere bastava poter godere ogni tanto del sorriso radioso della principessa. Ma un giorno il sovrano decise che era tempo che sua figlia trovasse un marito e andasse a vivere lontano; a quella notizia la fanciulla si intristì e non sorrise più. Il re, allora, proclamò che chiunque fosse riuscito a restituirle la felicità la avrebbe avuta in sposa. A nulla valsero gioielli e pietre preziose portatele in dono dai principi di tutto il mondo. Solo il piccolo giardiniere aveva la soluzione giusta…
Ancora una volta, lo stile inconfondibile di Eric Battut ci trasporta in un mondo incantato, fatto di forme e di colori. L’artista francese, vero cultore della fiaba classica (famosissimi sono gli albi Barbablù e Il Gatto con gli stivali), ha deciso di impugnare la penna e scrivere lui stesso un racconto che assumesse l’andamento pacato ed elegante delle fiabe senza tempo. Ne è nata una storia universale che parla di amore, di bellezza e di natura. Il protagonista è un uomo minuscolo, a prima vista insignificante, che però ha il grande dono di parlare alle piante e ai fiori facendoli crescere rigogliosi. Non c’è alcuna prevaricazione umana, ma, al contrario, le stesse dimensioni del protagonista evidenziano una totale sottomissione al mondo circostante, addomesticato solo con le parole. E come il piccolo giardiniere si immerge nel suo vasto giardino, così Battut si lascia trasportare dal suo pennello alla scoperta di fiori colorati dagli steli lunghissimi, di impalpabili fili di ragnatela e dei delicati petali dei papaveri… Gli bastano poche pennellate per dare vita a paesaggi apparentemente semplici, ma in realtà estremamente profondi. Utilizzando come sempre la tecnica dell’acrilico, l’artista colora l’isola di tutte le tonalità esistenti: a partire dalla copertina, rossa e gialla, passando nel corso della storia attraverso tinte blu e verdi, bianche e rosa. Un universo naturale riscoperto in tutta la sua purezza e delicatezza: un tesoro inestimabile che non ha confronto con i pur preziosi oggetti presentati dagli altri principi, i “grandi uomini”. Ma qui tutto è utopia: trionfano l’amore e la natura, e il finale, con il più piccolo degli uomini che sposa la sua bella principessa tra i fiori di pesco, sembra in realtà nascondere dietro l’angolo il sorriso amaro dell’uomo moderno che ha perso per sempre il suo mondo puro e incontaminato.
 

 
 
 
 
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