Il pompiere di Lilliputia

Il pompiere di Lilliputia

Rampollo di una ricca famiglia newyorchese, il piccolo Henry MacQueen fa i conti con un padre assente, totalmente assorbito dall'attività politica, una madre stanca e demoralizzata che ha speso la vita per sostenere la carriera del marito, un paio di fratelli con cui azzuffarsi, l'amorevole domestica Kate, ma, soprattutto, con una diversità che segna indelebilmente la sua esistenza. Dopo i sei anni John ha smesso di crescere. Lo sguardo sorpreso dei passanti, le prese in giro dei compagni di scuola, l'ostentato disinteresse da parte del padre gli confermano ogni giorno che non sarà mai come gli altri. Dall'incendio della sua casa - probabilmente appicato involontariamente dallo stesso Henry con una candela lasciata accesa - l'isolamento però si accentua e il nostro (piccolo) eroe, ormai orfano in famiglia, prende la decisione di stabilirsi a Lilliputia, un quartiere in miniatura riservato ai nani fatto costruire a Coney Island per il divertimento dei “normali”. Le cose migliorano, Henry entra nel neo-costituito corpo dei minipompieri che spengono incendi per i “grandi “che pagano per vederli, si innamora di Nadja (una piccola "rossa" che lavora con lui alle messe in scena dei roghi), insomma, se non fosse per l'esilio dalla sua famiglia che ancora gli brucia dentro, sarebbe una vita quasi felice. Poi arriva un incendio vero, devastante, scoppiato proprio a Coney Island, che minaccia l'intero quartiere. Henry e la sua squadra dimostreranno che non è la statura a stabilire il valore di una persona...

A un primo sguardo, nei libri della collaudata coppia penna-pennello (Bernard scrive, Roca disegna), sembrano prevalere le sontuose illustrazioni del secondo con le grandi tavole pittoricamente ineccepibili, la bellezza delle luci e dei chiaroscuri, le nobili ascendenze artistiche. Poi, leggendo e rileggendo l'albo, pian piano emerge la scrittura di Bernard che ha il potere di ricreare mondi da romanzo nello spazio ristretto di un racconto, facendo ricorso ad un armamentario per niente “infantile” fatto di temi portanti, riferimenti incrociati, trovate sintattiche, senza per questo perdere di vista il pubblico naturale del libro, cioè i bambini. Il risultato, come in altri albi del duo (vi consiglio anche La commmedia degli orchi, se è ancora in circolazione), è una storia potente, coinvolgente, compiuta, raccontata con eleganza (e un po' di ironia). Tra l'altro in buona parte si tratta di fatti realmente accaduti: a Coney Island, per quanto sembri oggi incredibile, è davvero esistita una Lilliputia all'inizio del secolo scorso, e il corpo dei pompieri nani ha davvero salvato la città grazie al suo eroico intervento. Per piccoli lettori, di tutte le altezze...



 

 

 

 
 
 
 

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