Il povero sultano ricco

Il povero sultano ricco
Ogni sera a Baghdad nonno Samir attende che il nipote Simbad rientri puntuale a casa. La prima stella della sera è sorta da un pezzo, il cielo è già passato dall’azzurro all’arancio al blu ma, come sempre, Simbad è in ritardo. Non dovrebbe fargli paura la minaccia del nonno: “Gli tirerò le orecchie fino a fargliele diventare lunghe come quelle di un coniglio!”. In realtà Simbad sa bene che a quelle parole non seguiranno i fatti, quando rientra in casa basta poco per farsi perdonare. Gli basta spiegare le ragioni del ritardo con storie favolose ascoltate non solo dal nonno ma da tutto il vicinato con il fiato sospeso. E cosa è accaduto stavolta di così interessante da giustificare l’ennesimo ritardo? Beh, solo che Simbad ha incontrato e aiutato un sultano ricco che per via di una rosa si è ritrovato appeso a un fico, ha visto la Casa che vola, è diventato amico di un genio nella bottiglia, è andato a spasso su un cammello volante…
Il povero sultano ricco è il quarto episodio della serie “Le avventure del piccolo Simbad”, testi brevi pensati per bambini dai 7 anni in su. Siamo lontani anni luce da ben altre avventure (penso, ad esempio, a quelle di Pinocchio) ma Cristina Brambilla, ideatrice della serie e, in questo caso, anche autrice del testo (capite bene che lo pseudonimo Noor Baba fa però più scena) confeziona un testo tutto sommato godibile. Il linguaggio è abbastanza curato, meglio di quanto capiti di leggere in altre serie, osando qua e là anche parole più ricercate. L’autrice tratteggia inoltre un nonno ironico e un nipote in cui è facile immedesimarsi: chi non vorrebbe vivere le sue strampalate avventure? Ho un solo appunto. Il sottotesto moralistico è proprio necessario? Quello del testo in questione è “chi ha tanti amici non è mai povero”. Non si può proprio pensare a un libro per ragazzi che offra pura evasione? Non vale meno se privo di un sottotesto esplicito. Se confezioni un libro ben scritto, ben impaginato, accompagnato da illustrazioni che non lasceranno il segno ma si amalgamano bene con il testo, puoi ritenerti soddisfatto. Non conviene aspirare ad altro per una serie di questo tipo: se pura evasione deve essere, che pure evasione sia.
 

 

 

 
 
 
 
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