Il re che non voleva fare la guerra

Il re che non voleva fare la guerra
C’era un re... che non voleva fare la guerra nemmeno se a quei tempi si usava così e tutti lo facevano. Re Fiorenzo non era come gli altri, a lui piaceva fare solo tre cose: dormire fino a tardi, passeggiare a cavallo nella foresta, stare steso su un prato a guardare il cielo. Né il consigliere numero uno né il numero due fecero cambiare idea al re, ma il giorno di partire per la guerra arrivò comunque, non si sa come, non si sa perché. Con i giovani e le giovinette del regno, il Re Fiorenzo si mise in marcia, perdendo il suo esercito a poco a poco: i contadini a Giganteo, dove tutto sembrava crescere enormemente, i cuochi a Piccino, e anche qualcun altro a Battaglia... fino a Finemondo, per scoprire se davvero fosse l’unico re a non aver voglia di fare la guerra.

Un Re Leone a cui il suo regno piace proprio così com’è, e che non ha nessuna voglia di fare la guerra con nessuno; dei sudditi che non hanno voglia di combattere né bisogno di difendersi ma tanta curiosità per ogni paese diverso dal proprio. Il mondo è tutto da scoprire e non da conquistare, anzi per ciascuno ci può essere un posto nuovo e più interessante del precedente e confrontarsi con gli altri può essere l’occasione per migliorare le proprie opportunità. Alla fine, nemmeno il re rimane uguale a stesso e in qualche modo, pur senza cambiare opinione, finisce per dare ragione ai suoi consiglieri. Un albo pacifista in cui ciascuno e ciascun luogo può essere affascinante proprio perché diverso dagli altri, perfino il paese in cui si fa la guerra. La non belligeranza di Re Fiorenzo sembra sufficiente a salvarlo da veri pericoli, facendo passare il messaggio che a subire la guerra è solo chi desidera farla, senza spazio per ingiustizia e prevaricazioni, neanche quando si veda con i propri occhi che brutto spettacolo è avere un nemico. Adatto a bambini piccoli, che amano le rassicuranti storie ricorsive e circolari e che troveranno appagamento nei grandissimi disegni, ma che ancora dovranno cercare, quando ci arriveranno, risposta a qualche grande domanda.

 

 

 

 
 
 
 

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