Il sentiero dei ricordi

Il sentiero dei ricordi
Teresa, da bambina, aveva un grande idolo: Giacomino Rasi, protagonista de Il piccolo alpino di Salvator Gotta, successo editoriale del 1926. Fu la sua tata Anty, una svizzera buona e sorridente, a narrare a lei e al suo fratellino più grande le avventure del bimbo milanese di dieci anni, che perse i genitori sotto una valanga di neve durante una camminata sul Gran san Bernardo: trovato dai contrabbandieri intontito e infreddolito in mezzo alla coltre bianca, si affezionò ai suoi salvatori, in particolare al più giovane, Rico, le cui tracce seguì una volta che questi fu chiamato alle armi. Ma non fu solo lo sfortunato Giacomino a portare la piccola Teresa “al fronte”: c’era il “Marmittone”, soldatino incapace del “Corriere dei piccoli”; c’era “Topolino eroe dell’aria”, soldato americano sprezzante del pericolo… E c’era il cinema con “Per chi suona la campana”, e le canzoni come la famosissima “Leggenda del Piave”. La guerra era un sottofondo costante. E soprattutto, Teresa e Fratellino, seguivano i genitori, escursionisti di quelli seri, nelle lunghe camminate in alta quota con tanto di scarpe ferrate e cappelli di feltro molto simili a quelli degli alpini…

“Se tu vieni quassù, sulle montagne, dove sono stato sepolto, c’è un prato pieno di stelle, dal mio sangue è stato bagnato”. Così recita una canzone friulana, così i prati d’alta quota sono fitti di stelle alpine, piccoli fiori bianchi nati sul sangue dei soldati. Sono passati cento anni dallo scoppio della Grande Guerra, L’Italia perse 650.000 uomini. Con Teresa Buongiorno - giornalista, scrittrice e in gioventù anche impavida arrampicatrice - ripercorriamo come fossimo in trincea la suggestiva geografia del conflitto: le bianche Dolomiti, le Tofane, il Pelmo, il Lagazuoi…fino al Piave, il fiume della patria, teatro della tremenda disfatta di Caporetto. Diviso in diciannove capitoli con interessanti note e curiosità storico/culturali a margine, ognuno di questi è per l’autrice un piccolo, intenso ricordo di una guerra non vissuta direttamente ma “sentita” attraverso la scoperta sul campo e soprattutto dall’orgogliosa voce dei padri e dei nonni. Una lettura semplice e gradevole con cui i ragazzi possono approcciare alla storia in modo leggero, e anche i grandi possono rinfrescare la memoria su eventi, date e volti che hanno cambiato per sempre le sorti del nostro bel paese e del mondo intero.

 

 

 

 
 
 
 

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