Il viaggio meraviglioso di Nils Holgersson

Il viaggio meraviglioso di Nils Holgersson
Nils è un ragazzo di quattordici anni che vive in Svezia, insofferente alla disciplina e indifferente agli affetti. La severità del padre non lo scuote e nemmeno le lacrime della madre, turbata dalla cattiveria del figlio. Il passatempo preferito di Nils, a parte disobbedire, consiste nel maltrattare chi gli è vicino e bersaglio dei suoi scherzi spesso crudeli sono gli animali della fattoria in cui vive, i genitori e i vicini. Una domenica che i suoi si assentano per la messa, Nils scopre in casa un coboldo, un piccolo folletto dotato di grandi poteri. Decide subito di catturarlo e tormentarlo ed è all’apice del divertimento quando l’esserino sfugge e lo punisce in modo terribile. Il ragazzo rimpicciolisce alle dimensioni del folletto, il panico lo assale, i suoi genitori non possono aiutarlo. Scappa in cortile per supplicare il folletto affinché lo faccia tornare normale, ma è tardi. Il coboldo è sparito. A sconvolgerlo è anche la scoperta di essere capace di capire gli animali e comunicare con loro. Mentre ragiona sul da farsi, vede uno stormo di oche selvatiche avvicinarsi alla fattoria. Gli uccelli dal manto grigio sbeffeggiano le oche domestiche che razzolano nell’aia e le invitano a prendere il volo con loro, per raggiungere la Lapponia. Le candide oche di casa sanno bene quanto sia duro il viaggio e non si muovono, l’unico a farsi incantare dalla proposta è un giovane ocone, ma Nils non vuole far fuggire l’animale e si aggrappa al suo collo per fermarlo. Un gesto inutile che segnerà l’inizio di un viaggio che durerà mesi…

Selma Lagerlöf decise di scrivere un testo di geografia divertente e poco convenzionale per facilitare lo studio agli allievi. Sfruttò le avventure di Nils Holgersson, indisciplinato guardiano d’oche, per creare una cornice in cui inserire le descrizioni paesaggistiche e le tradizioni dei luoghi che il giovane visitava. Partendo dalla Scania, una regione della Scandinavia meridionale, le oche sorvolano boschi, paludi e isole, come quella di Öland dove si trovano i mulini a vento più belli, viaggiano fino a Stoccolma e affrontano ogni intemperie prima di raggiungere la Lapponia. Nils cambia il suo modo di essere e di approcciarsi agli altri, imparando il rispetto e risvegliando in sé sentimenti di affetto e amicizia. Il viaggio lo costringe a mettere a frutto la sua intelligenza e il suo spirito di adattamento: patisce freddo e fame, impara a collaborare con il gruppo e a guadagnarne la stima. Al suo ritorno, del ragazzino dispotico e insofferente non resterà traccia e i mesi con le oche avranno gettato le basi per l’uomo che diventerà. Come ogni favola, al bene viene contrapposto il male e in questo caso l’antagonista di Nils è la perfida volpe Smirre. Un geniale amalgama di magia, avventura, buoni sentimenti, invenzione e richiami epici a un mondo dimenticato, in cui l’ambientalismo e il rispetto verso gli animali sentiti dalla Lagerlöf sono palesi. L’influenza del racconto sull’immaginario svedese è stata portentosa, tutt’oggi esistono linee di trasporti che portano il nome del protagonista che ha ispirato film e cartoni animati, ed è stato raffigurato sulla banconota da venti corone svedesi. Un’icona a tutti gli effetti.

 

 

 

 
 
 
 

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