Indovina chi c'è nel piatto? Ecco perché non mangiamo gli animali!

Indovina chi c'è nel piatto? Ecco perché non mangiamo gli animali!
In seconda di copertina si legge la celebre frase di George Bernard Shaw “Gli animali sono miei amici, e io non mangio i miei amici”: un sillogismo impeccabile e spiazzante, che ha un chiaro intento programmatico. “Il dilemma dell'onnivoro” (arguta sintesi di Michael Pollan) è una sorta di nodo tra le ormai sottilissime fila su cui si tiene in equilibrio il mondo in cui viviamo: non c'è solo la questione etica, ma anche quella ambientale, quella sociale, economica, nonché quella salutista. Ma come spiegare ad un bambino l'impatto ambientale dell'agricoltura industriale? Come spiegargli che se mangiassimo tutti meno carne, ci sarebbe più cibo per l'umanità intera? Quello che possiamo fare, però, è affacciarci nel suo popoloso mondo onirico e, facendoci accompagnare dai personaggi a lui familiari, guidarlo nella coltivazione di quel raro e prezioso seme che è il rispetto – rispetto per gli altri uomini, per la natura, e per tutti gli altri esseri viventi che abitano il pianeta Terra. Ed il rispetto nasce innanzitutto dal riconoscere il diritto alla vita di tutte le creature.
Il delicato racconto illustrato di Ruby Roth, con tratto emozionante e mai affettato, restituisce la giusta collocazione e dignità a mucche, maiali, polli, riducendo lo scollamento tra fantasia e realtà, tra i simpatici animaletti che popolano la fattoria e quei pacchetti di plastica, tutti uguali, che abitano i banchi del supermercato e poi i nostri frigoriferi. Che ne è stato degli allegri animali che scorrazzavano liberi in campagna? Noi lo abbiamo obliato, e i nostri figli non lo hanno mai vissuto. Ruby fa appello ad una sensibilità antica, che conferiva pari dignità a tutti gli animali, al cane come al maiale, alla mucca come al gatto. Il tratto accattivante delle illustrazioni sembra mostrare la consapevolezza di dover attrarre in modo sempre originale le menti sovrastimolate, ai limiti dello stordimento, dei nostri ragazzi; tuttavia, lo svelamento della sofferenza è delicato, sobrio, coerentemente tinteggiato e sapientemente profuso negli occhi di ogni personaggio. I disegni (sottotesto del racconto o il racconto ne è la didascalia?) sono essenziali, emozionanti, attenti alla sensibilità dei piccoli lettori ma mai menzogneri. La poesia di Ruby Roth può aiutare i bambini, ma soprattutto i genitori, a non distogliere più lo sguardo dalle brutture del presente, a superare o a immunizzarsi dall'alienazione che ogni giorno viene loro iniettata per endovena, dalla tivù al giornale, dai cartelloni pubblicitari ai depliant dei supermercati. “Indovina chi c'è nel piatto?” è il primo interrogativo che regaliamo ai nostri bambini, perché nel loro percorso di crescita stimoli la loro curiosità, la loro voglia di sapere, essere informati; poi, da adulti, sceglieranno come vivere, come rapportarsi a quel nodo, decideranno se essere attivisti, vegetariani, vegani, o onnivori, ma almeno lo faranno con consapevolezza: già solo questo sarebbe un ottimo motivo per sperare che il domani riservi ancora qualcosa di “importante”. Safran Foer col suo “Se niente importa – Perché mangiamo gli animali?” ha illuminato la questione del consumo di carne sin nei suoi angoli più bui, tentando di risvegliare le coscienze ormai alienate degli adulti. Ruby Roth dà la sua risposta con un piccolo fascio di luci colorate che possa iniziare le menti più giovani ad un cammino di scelte più coscienti e coscienziose.

 

 

 
 
 
 
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