Io

Io
“Io… mi voglio bene. Amo la vita e ho le idee chiare. Vado avanti per la mia strada. Sono grandioso”. Man mano che andiamo avanti impariamo anche che Io ci tiene a farsi bello e va dal parrucchiere, si piace e si ammira nelle pozzanghere più che negli specchi. Parla moltissime lingue e per questo sa andare dal panettiere e ordinare pane e cornetti in francese (ergo, croissant e baguettes). Si sente a casa in ogni parte dal mondo, ma sa anche sentirsi solo e piccolo in mezzo ad una miriade di persone diverse. Io si descrive ancora e si trova incredibilmente coraggioso: può far paura a chi è più piccolo di lui oppure può tirarsi giù da un trampolino di una piscina, magari altro sei metri. Ma un insetto minuscolo a lui fa talmente paura da immobilizzarlo sotto una coperta. Io è generoso e con un cuore grande: non permetterebbe mai ad una mamma di perdere uno dei piccini che la seguono. Riesce a giocare a Memory e per questo sa di essere molto intelligente, così come sa di essere speciale perché ogni volta che vuole può osservare il mondo da una posizione privilegiata: sul ramo di un albero, per esempio. Ah scusate, non ho specificato un “lieve” dettaglio: chi sarà mai Io? Io è un orso pronto a divertirsi e a donare qualcosa di sé agli altri, ma che non è veramente felice se non condivide la sua vita con un suo simile per poter dire: “Che bello che esisti!”. Ma potrebbe essere ognuno di noi, con le nostre certezze e le nostre paure, soprattutto quelli di noi che si sentono “un po’ orsi”, un animale che per definizione è l'antitesi della socievolezza…
L’illustratore tedesco Philip Weachter, classe 1968, si ripropone con un nuovo titolo per bambini, Io, che nel 2004 è stato giudicato dalla Fondazione Bunchkunst uno dei migliori libri tedeschi. Sue le parole, sue le illustrazioni di questo piccolo volumetto quadrato con copertina cartonata, essenziale come la stessa narrazione. Nel retro, in basso a sinistra si legge: "dai 6 anni". E, per, una volta, è proprio così, perché davvero non c’è età: se lo leggi a 6 anni, coglierai gli aspetti più ludici, i colori e le illustrazioni; se lo leggi dai 20 ai 100 potrai cogliere altri spunti di riflessione, almeno uno per pagina: il sentirsi soli in mezzo agli altri, il saper apprezzare le cose semplici - come il volo di una farfalla -, ma senza ipocrisie, perché nella vita c’è bisogno anche di feste, divertimenti e svago per darle luce e colore. Poche parole (una breve frase per pagina) alla portata di tutti, per cui, forse, la differenza sostanziale tra la lettura del bambino e quello dell'adulto sta nelle risonanze che procura. Mentre il bambino si ferma agli aspetti divertenti e ludici che lo appagano presto e intensamente, l'adulto sperimenta una ampio e sfumato spettro di sentimenti che arriva fino alla commozione. Ho testato questo libro su  un "orso" che non legge mai e l’ho visto terminare la lettura con un sorriso di quelli che non mentono e le lacrime agli occhi. Inutile dilungarsi, vi toglierei il gusto di una così breve lettura; sappiate solo che ho deciso: ne regalerò tante copie… e non solo a dei bambini!

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