Jum fatto di buio

Jum fatto di buio

È inverno, Olga passeggia in compagnia di Valdo nel bosco di Balicò. Ma come ogni inverno, del bosco non rimane più nulla: i boscaioli hanno abbattutto quasi tutti gli alberi per farne legna da stufa, così non ci sono fronde che frusciano, né uccellini che cantano sui rami. Tutto questo vuoto le ricorda qualcosa, anzi qualcuno. Come si fa del resto a dimenticare uno come lui? Quando conosci Jum fatto di buio, non lo dimentichi più. Così quando la ragazzina va a portare le uova alla signora Tomeo, ha nel cuore la storia di Jum e inizia a raccontarla ad alta voce. Jum non è esattamente un tipo allegro. Cammina trascinando i piedi, affaticato dal suo stesso peso. È lento e molliccio come una lumaca e non ha una vera e propria testa, piuttosto un abbozzo. Nemmeno le gambe, i piedi e le mani hanno davvero l′aspetto che ci si attende: tutto in lui è informe. Se ancora non bastasse, Jum è triste perché non ha ombra. D′altronde il buio non lascia ombra e Jum è fatto di buio. Quando qualcuno che amiamo, continua a raccontare Olga, o qualcosa a cui teniamo se ne va per sempre, allora dentro di noi si crea un grande spazio vuoto, proprio come il bosco di Balicò appena tagliato. Jum è fatto proprio di quel vuoto, e di nient′altro…

Continua la serie di Olga di carta, la bambina leggera come una foglia o meglio ancora sottile come un foglio di carta. Olga Papel ha un dono straordinario: quando inizia a raccontare una storia, tutti si fermano, abbandonano le loro occupazioni e si mettono ad ascoltare. C’è chi sostiene che sia tutto vero, chi brontola che una bambina di soli undici anni non può certo conoscere tutto ciò di cui va raccontando, chi sì senza dubbio, chi no non se ne parla neppure. In ogni caso, Olga Papel incanta le orecchie e i cuori, perché sa mettere nelle sue storie proprio i mostri di cui tutti hanno paura, grandi e piccoli. Con Jum fatto di buio, Elisabetta Gnone costruisce al contempo una storia e un contenitore di storie, e ancora una volta parla della magia potentissima della narrazione attraverso quella stessa magia. Chi ha amato Fairy Oak, accomodandosi all′ombra di Quercia o nelle case accoglienti di maghi e streghe, troverà qui altri luoghi fantastici abitabili, diversi ma ugualmente accoglienti. Prodigi, ancora una volta, di una narrazione impeccabile e calda che stende coperte, che ripara dal freddo. Fanno da controcanto alla parola scritta gli eleganti paper cut di Linda Toigo, che proiettano le loro ombre nette sulla pagina.



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