Kabungo - La mia amica preistorica

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Proprio accanto all′ufficio postale di Main Street, in una caverna, vive Kabungo. È la migliore amica di Beverly. Kabungo ha una voce molto profonda, per essere una bambina di dieci anni, e quando risponde “Checè?” dal fondo della sua caverna, Beverly entra in un′altra dimensione: niente luce (Kabungo non ha l′elettricità), un vecchio televisore che serve come soprammobile, ragnatele e gatti di polvere ovunque. Ma quel giorno a casa di Kabungo c′è qualcosa di nuovo. Quando Beverly appoggia la mano sul tavolo, si accorge che ci sono dei piccoli sassolini bianchi, infilati in un cordino. L′amica le spiega che sta facendo un “giobello” simile a quello che Beverly porta al collo, ma di “denti di scalo”. Ovvero confezionato nientemeno che con i denti della dentiera dello zio di Beverly! Per molto tempo Beverly si è ostinata a insegnarle l′alfabeto perché è importante saper leggere e scrivere il proprio nome, saper fare la propria firma. Non ha ottenuto i risultati che sperava. Tuttavia, qualche tempo dopo, l′ha scoperta nella sua caverna, vicino al fuoco, mentre leggeva l′alfabetiere al suo gattino Buni. Kabungo non ha paura di niente (a eccezione degli elefanti), nemmeno di Miss VeDore, la Donna delle Zucche che abita in una grande villa abbandonata che cade a pezzi…

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“Oh, Kabungo” è l′espressione che Beverly usa più spesso di fronte alle straordinarie imprese della sua amica cavernicola. Del resto, lo stupore è l′unica reazione appropriata davanti alle diversità, l′unica reazione sincera – aperta e gioiosa – che possa lasciar spazio alla curiosità e alla reciproca conoscenza. Che cosa ci faccia una cavernicola in Main Street - in una città popolata da pochissimi adulti, praticamente teatro libero per le scorribande delle due bambine – è a dire poco un mistero. Una di quelle inspiegabili stranezze che accettiamo ben volentieri in virtù della sospensione dell′incredulità, che interviene subito quando si è travolti da una storia ben raccontata. Rolli, autore statunitense di romanzi per ragazzi e per adulti, nonché fumettista, ci fa entrare senza fatica dentro la caverna di Kabungo, ci fa arrampicare sul suo albero genealogico, ci fa conoscere un nonno elettivo – ma che importa la parentela? - che parla in tedesco, ci racconta senza fronzoli e con grande ironia di un′amicizia tra due bambine diverse tra loro - ma di nuovo, che importa la diversità? L′autore racconta di sé che ama fare scherzi, tanto che non esce mai da casa senza almeno un paio di ragni finti in tasca; gli crediamo senza fatica per l′ironia naturale che caratterizza questa storia, i suoi dialoghi e il grammelot preistorico che inventa per i suoi lettori. Consigliato per riconciliarsi col proprio lato cavernicolo. Dagli otto anni.

 


 

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