KillerScoop

KillerScoop
Stefano, Diego, Greta. Tre amici con una grande complicità almeno fino alla decisione di Stefano di rompere l’amicizia, allontanandosi senza troppe spiegazioni. Il suo posto viene preso da Lara, adolescente brillante e creativa che arriva nella loro 3° D ad anno già ampiamente iniziato. A unirli la passione per il giornalismo. Proprio questa porta i due ad appoggiare, dopo un primo momento di esitazione, la proposta di Lara: intervistare Salvatore, serial killer che sostiene di uccidere per salvare i ragazzi dall’omologazione, considerati dormienti per aver smarrito il talento per la vita.
Chiuso in un ospedale psichiatrico, nonostante le varie difficoltà, l’uomo accetta di diventare il protagonista del loro articolo e quindi dello scoop da prima pagina. Ma il suo assenso nasconde un obiettivo. Il desiderio dei ragazzi di scrivere un’intervista epocale e la voglia di libertà dell’uomo, vanno pian piano ad intrecciarsi portando a risultati impensati e deludenti, almeno per qualcuno di loro. Per i tre amici l’incontro con Salvatore è anche occasione per capire dettagli più profondi e inesplorati della loro amicizia...
Una scrittura sciolta, diretta quella che Ferdinando Albertazzi, scrittore torinese trapiantato a Bologna– una delle firme più note della narrativa gialla per ragazzi –, ha scelto per questo  nuovo romanzo dalle tinte decisamente noir. Una storia che non annoia, che permette al lettore di restare impigliato nell’intreccio forte e strutturato senza però essere troppo complesso grazie anche alla vivace descrizione di personaggi e luoghi. L’autore non si sofferma su dettagli inutili, scegliendo di descrivere l’essenziale, i gesti, le emozioni dei personaggi attraverso una narrazione davvero di impatto. Leggendo KillerScoop sembra quasi di avere le immagini che ti scorrono davanti, un po’ come in una sceneggiatura cinematografica, un po’ come in una sequenza fotografica. Un romanzo rivolto a un pubblico giovane che ama le storie dalla trama ben in vista,  ma che non tralasciano l’universo dei sentimenti, universo che Albertazzi, nella parte conclusiva, ha saputo descrivere con una certa abilità e delicatezza.

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