L’entrata di Cristo a Bruxelles

L’entrata di Cristo a Bruxelles

Un uomo con una tunica rossa, scalzo, circondato da una grande luce gialla e rossa in groppa ad un asino sta compiendo un lungo viaggio silenzioso: attraversa verdi vallate, aridi e accaldati deserti, cammina sulla superficie di un oceano pieno di pesci, tartarughe e balene e alla fine arriva in una piazza circondata da edifici rossi con strani tetti. All’improvviso al cospetto dell’uomo compaiono dei bizzarri personaggi: a prendere da subito in mano la situazione è quello vestito di blu con una fascia bianca a tracolla che si presenta come Sindaco della città di Bruxelles, mentre gli altri osservano il nuovo arrivato. Riconosce immediatamente Cristo e, meravigliato dalla sua presenza in città, decide di organizzare un’enorme festa per celebrare questo grandioso e inaspettato evento. Senza farsi prendere dal panico comincia a dispensare ordini e mansioni e in breve tutta la popolazione viene coinvolta: per prima la Grand Orchestre de Bruxelles (talmente grande che per presentarla tutta servono tre pagine del libro) e poi gli addetti agli striscioni, che dovranno essere smisurati e leggibili da tutti, i saltimbanchi, le piante esotiche, la bici spara bolle sonore, un elefante africano, cibo e bevande e poi i postini più veloci della città perché la festa si terrà alle nove, trentasette minuti e quattro secondi precisi. Nel frattempo Cristo sta facendo un giro turistico della città con una guida improvvisata perché Bruxelles non la conosce nemmeno bene. Il tempo passa, i preparativi fremono e all’improvviso arriva l’ora fissata ma la piazza è ancora deserta. Arriverà qualcuno?

Nel 1888 James Ensor dipinge L’entrata di Cristo a Bruxelles, un grande olio su tela, dove è rappresentata una lunga sfilata di grotteschi personaggi che in maniera festosa accolgono Cristo. Andrea Antinori, giovane artista già premio Andersen, propone una personale, ironica ed intelligente lettura di quest’opera d’arte. L’albo si apre con un ragazzo (forse l’autore stesso?) che sta ammirando il quadro di Ensor: osserva silenzioso i personaggi, Cristo in groppa all’asino e poi, sempre in modo silenzioso, comincia il viaggio con Cristo che sembra uscire dall’opera per entrare in quella di Antinori. I personaggi rappresentati nella storia sono fedeli riproduzioni di quelli presenti nell’opera originale; il sindaco in blu, il buffo personaggio rosso, la testa barbuta con i piedi, l’improbabile guida, la grande orchestra sono solo alcuni dei protagonisti. Oltre alla trasposizione dei personaggi e alle loro storie, Andrea Antinori gioca anche con il carattere del racconto: il narratore lo riconosciamo dal colore nero, il sindaco dal carattere colorato di blu, la parte narrativa dedicata alla guida di cristo, è in verde. Un avvicinamento all’arte studiato con attenzione e cura, che propone una chiave narrativa ad un quadro e ad un artista molto particolare.



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