L’infilatrice di lacrime

L’infilatrice di lacrime

Appese, con un filo leggero, sotto campane di vetro, ci sono nidi e piume, gusci di chiocciole, mari e villaggi interi. Sono i mille luoghi in cui si possono trovare le lacrime, o forse le loro mille forme. E, le lacrime, c’è chi le cerca e con cura le raccoglie. Con mani attente, ago e filo, le infila ad una ad una. Le lacrime non sono tutte uguali. Ci sono quelle che cadono da occhi segnati dal tempo, carichi di rughe profonde, e somigliano alle foglie d’autunno. Ci sono quelle rivolte a una finestra aperta e a una tenda che svolazza leggera e quelle che una bambina con un grande fiocco rosa fa cadere su una faccia imbronciata. Ci sono quella della solitudine e quelle dell’ingiustizia, quelle dell’amore e quelle della malattia; quelle di ogni età della vita, di ciò che è passato e di ciò che è perduto… Somigliano alla cera calda di una candela che si scioglie e alle farfalle bruciate dalla sua fiamma. Sono cristalli, caramelle o petali di fiore, ma possono essere anche di resina o di sabbia… L’infilatrice di lacrime le raccoglie tutte. Anzi, quasi tutte. Alcune è meglio lasciarle lungo il cammino, perché altri possano trovarle…

Dopo La stella dai lunghi capelli, Franca Perini e Anna Pedron realizzano insieme un nuovo albo, selezionato come progetto finalista dell’XI premio internazionale Compostela per albi illustrati. Le immagini, delicati e realistici disegni di oggetti ma soprattutto di volti, accostano il grigio della matita ai colori pastello, integrandosi perfettamente con un testo poetico e ricchissimo di suggestioni. Il racconto procede attraverso metafore – o sinestesie – che richiamano le circostanze che possono suscitare le lacrime, evocano le esperienze sensoriali che ad esse si collegano e mettono in evidenza le differenti sfumature delle emozioni che le accompagnano. Ogni pagina svela un’associazione di idee inedita e profonda come un’intuizione esatta. Sono le lacrime a essere protagoniste, ma solo perché c’è qualcuno che le cerca e le raccoglie come una cosa preziosa: una presenza costantemente richiamata dal decoro di un ramo ornato di foglie, sinuoso e sottile come un filo, o anche solo dal celeste di cui è colorato. Un albo che permette di osservare da vicino, riconoscere e accettare le molte forme della tristezza, dando loro valore, ricordando il sollievo di venire confortati e anche la speranza – quasi l’augurio, non solo per i bambini – che siano molte anche le lacrime di gioia.



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