L’isola lontana

L’isola lontana
Steffi e Nelli Steiner scendono dal treno, affollato di altri bambini austriaci ebrei, nella stazione di Göteborg in Svezia; all’appello nessuno chiede di loro, a differenza di quanto accade a tutti gli altri. Nella calura d’agosto, strette nei loro cappottini, mentre Nelli piange, la manina stretta a quella della sorella più grande, le bimbe scoprono che devono prendere un traghetto: la loro nuova casa sarà su un’isola. Nelli piange ancora, Steffi ha mal di mare, ma ad accoglierle a terra c’è una donna sorridente con un vestito a fiori e un foulard a pois sulla testa. Lei è “zia” Alma ed è gentile e ha una famiglia con due bambini; con lei però starà solo Nelli. Steffi deve lasciarla lì e andare con “zia” Marta, in una casa “al confine del mondo”, vicino al mare “sconfinato e grigio piombo”. Steffi ha dodici anni, l’età in cui mamma e papà dicevano che avrebbe avuto una stanza tutta per sé: adesso è proprio così, ma nella casa e nel paese sbagliato…
La storia delle due sorelline viennesi costrette a crescere lontane dai genitori su di un’isola in mezzo al mare, aspettando il momento in cui potranno riunirsi tutti insieme, senza aver più paura, in America è di quelle che toccano il cuore. La più piccola troverà una famiglia affettuosa, l’altra è affidata ad una donna più severa e senza figli. Per lei crescere ed affrontare l’adolescenza sarà più dura. Nell’estate 1939, poco prima che la guerra divampasse in Europa e rendesse la situazione degli ebrei più pericolosa, un congruo numero di bambini trovarono rifugio in Svezia, dove molte famiglie furono disponibili ad accoglierli. Questo consentì loro di scampare alla persecuzione nazista ma li espose all’esperienza dolorosa di crescere lontani da casa per anni, proprio quelli più delicati dell’età che di per sé regala insicurezze e disagi. Il romanzo di Annika Thor, autrice per cinema e teatro, è una quadrilogia che comprende libri scritti tra il 2001 e il 2005 nei quali l’autrice ha raccolto e raccontato, rielaborandoli, i ricordi di sua madre, costretta da bambina a salvarsi in una terra tanto lontana dalla sua. La scrittura delicata, scorrevole e agile permette ai ragazzi di leggere senza difficoltà questo corposo romanzo scritto in prima persona dalla protagonista con un linguaggio semplice e senza fronzoli. Non per nulla ha meritato alla Thor il più prestigioso riconoscimento per la letteratura per ragazzi in Germania, lo Jugenliteraturpreis. Anche per i più giovani ci sono letture necessarie. Questa può essere certamente una di quelle.

 

 

 

 
 
 
 
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