La bambina di ghiaccio e altre fiabe

La bambina di ghiaccio e altre fiabe

Storia del nano Hans, che non usciva mai di casa; se ne stava là, con la sua papera d’oro, e non apriva mai la porta a nessuno. Era l’unico a comportarsi così, nel Paese dello Zucchero Filato. Era molto chiacchierato, per questo. Finché un giorno... Storia di uno statista che viveva nella Repubblica dei Sogni, in un grande castello, con un numero infinito di stanze segrete, in cui comunque potevano entrare tutti. In effetti, a un certo punto avevano smesso di chiamarle “segrete”. Comunque: un giorno, per festeggiare la Giornata della Sognanza, lo statista e la matrigna cattiva organizzarono una festa: c’erano da celebrare le imminenti elezioni, e non solo. Tra gli invitati mancava qualcuno, una vecchia fata femminista... Storia di una città paludosa, abitata soltanto da sirene alate e cavallette. Siccome da quelle parti era sempre giorno, erano mediamente davvero infelici. Cercavano l’ombra come potevano ma non riuscivano a sognare, perché la luce era troppo forte. Un giorno, una coraggiosa Sirena di nome Veglia, una che viveva in un vecchio pozzo abbandonato, si trovò ad affrontare una di quelle terribili creature verdi chiamate Nocti... Storia di un clown misconosciuto e giovanissimo, che vagava per il deserto. Con sé non aveva niente altro che un piffero, per richiamare gli uccelli, e una cestona per trasportare il suo pigro e grosso gatto grigio, Auror. Uno manco troppo gentile. Il clown vagabondava, in cerca di qualcuno da far ridere, fin quando... Storia di una terra in cui non c’era il vento e non c’erano gli umani: unici abitanti, i cavalli. Cavalli annoiatissimi, tutto il giorno a trottare per i pascoli, unico divertimento un mulino, troppo pigro per muoversi spinto dal vento, che in quell’immobilismo si ritrovava alla grande. Ogni giorno era uguale all’altro, tranne uno ogni cento anni, no? Ecco: e proprio quel giorno... Storia di Nard, che abitava nella Terra dove non pioveva mai. Nard non sapeva piangere. Era molto benestante, ma non aveva generosità né slanci: amava soltanto se stesso. Era amichevole con tutti, ma non considerava nessuno suo amico. Si divertiva a collezionare oggetti stravaganti e bizzarri. Un giorno, s’era trovato di fronte a un Magico Pettine Indiano...

Alle spalle un premio dell’Unione Europea per la letteratura, già cinque diverse edizioni in cinque diverse nazioni, La bambina di ghiaccio e altre fiabe è stato pubblicato dalla Camelozampa con font “EasyReading”, ad alta leggibilità, adatto anche ai dislessici. Originariamente è stato pubblicato in patria quando l’artista, Mila Pavićević, classe 1988, era giovanissima [2006; nel 2009 è stata premiata dall’UE]. L’edizione italiana di queste tredici fiabe è potenziata dalle seducenti e visionarie illustrazioni b/n di Daniela Iride Murgia, dal retrogusto tardo ottocentesco; è destinata a un pubblico di bambini dai 9-10 anni in su. In un’intervista rilasciata alla casa editrice, la D.I. Murgia ha spiegato: “Possiedo un piccolo archivio di libri originali dell’Ottocento dai quali attingo gelosamente. Una volta fatta una ricerca approfondita, scansiono il dettaglio che mi interessa, lo rielaboro a mio piacimento, disegnando le parti mancanti o modificandone alcune, sempre con il disegno. Poi assemblo i vari elementi, e cerco di unirli in modo tale che il risultato sia una illustrazione/narrazione compiuta”: alla Max Ernst. Ma “Max Ernst non era uso disegnare sui collage, ma solo assemblarli insieme in modo che costituissero un unicum con le sue visioni surrealiste. Ernst non si accontentava di riposizionare i pezzi del collage, ma li faceva combaciare simbolicamente e tecnicamente. Vale a dire che quando l’artista univa questi ritagli presi da riviste o libri si prendeva cura di congiungerli in un montaggio perfetto che non lasciava alcun segno, a voler sottolineare, a dispetto del laborioso impegno, che quei mondi fossero sempre stati lì, dando l’illusione che quelle immagini surreali avessero una loro intrinseca realtà e qualità pittorica”. La spiegazione è così suggestiva che ho preferito trascriverla quasi integralmente. Veniamo a qualche cenno biobibliografico, prima di chiudere. L’autrice, Mila Pavićević, è una scrittrice croata, berlinese d’adozione. Nata e cresciuta nell’antica Ragusa di Dalmazia, odierna Dubrovnik, ha studiato Letterature Comparate all’Università di Zagabria; attualmente si dedica, in Germania, alla danza e alla coreografia. La traduttrice, Elisa Copetti, insegna Lingua Croata e Serba all’Università degli Studi di Udine; nel 2008 s’è aggiudicata il Premio Estroverso per la traduzione. L’illustratrice, la sarda Daniela Iride Murgia, si è laureata in Arte Orientale a Venezia; vive tra la Serenissima e la Danimarca. Collabora con diverse case editrici internazionali. Tra i riconoscimenti, sin qua, il Premio Caniem della National Chamber of the Mexican Editorial Industry e il Premio Rodari. La Murgia è cofondatrice dell’M+B studio (cura e anima mostre in collaborazione con artisti e architetti di tutto il mondo, alla Biennale di Venezia). Insegna illustrazione alla Scuola Internazionale di Comics di Padova.



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