La banda del mondo di sotto

La banda del mondo di sotto
I boskettari sono i bambini e i ragazzi che vivono nei sotteranei di Bucarest, fatti costruire dalla polizia segreta, la famigerata Securitate, per mettere in salvo Ceausescu in caso di pericolo. I cunicoli sono la loro casa, il caldo durante i rigidi inverni. La sopravvivenza passa attraverso l’elemosina o piccoli furti o peggio la prostituzione. Ion è uno di loro. Mostra meno dei suoi quindici anni, anche se la luce degli occhi tradisce l’esperta scaltrezza di chi sa campare di espedienti. È finito nel canale di Dimitru dopo essere scappato dalle grinfie di Dirce-la-Strega, la crudele direttrice dell’orfanotrofio della capitale, tristemente famosa per le punizioni più improbabili che infligge ai suoi orfanelli. Appiccicati a lui stanno l’inseparabile Tigou, un cane randagio, ed un nuovo amico, Moimir, un altro fuggiasco dalla cara Strega. Tutti e due sono affascinati da Miloud, il clown che aiuta i boskettari ad abbandonare la strada insegnando loro l’arte circense. Ma sono anche molto preoccupati per la sua vita: in giro si dice che qualcuno lo voglia uccidere, con la sua azione intralcerebbe lo sfruttamento minorile della criminalità organizzata. Queste voci sembrano essere confermate da strani fatti: l’assassinio di Stefan, un aiutante di Miloud, durante un’esibizione, ed il misterioso incendio nel canale di Roman, uno che sa troppe cose, che resta gravemente ferito. E intanto per Bucarest c’è chi giura di aver visto aggirarsi Dracula…
Nel 1992 Miloud Oukili, clown franco-algerino, va a lavorare per una ong in Romania, dove scopre la drammatica realtà dei ragazzi del sottosuolo. Molti sono i cosiddetti “orfani di Ceausescu”, abbandonati a se  stessi per la chiusura degli orfanotrofi statali dopo la caduta del dittatore, altri semplicemente dei senza famiglia. Rimane impressionato di come siano facili vittime del mercato della pedofilia, della droga e della prostituzione. Sente che deve fare qualcosa per loro, crea così l’associazione Fundatia Parada, che insegna ai boskettari le professioni del circo per reinserirli nel tessuto sociale. Nonostante le ostilità della criminalità e delle stesse istituzioni, Miloud ha perseverato nel suo progetto diventando un nome in Romania come in tutta Europa. In Italia, ad esempio, è nata nel 2006 Parada Italia che si occupa di bambini soli. Dopo il film Pa-ra-da di Marco Pontecorvo presentato al Festival di Venezia nel 2008, a Miloud è ora dedicato il romanzo di Paola Dalmasso, scrittrice di gialli per ragazzi e profonda conoscitrice delle problematiche dell’Europa dell’est post comunista. La banda del mondo di sotto sta tra il genere fiabesco e quello giallistico. Come ogni favola che si rispetti vi sono i malvagi - la Strega ed il veterinario - ma pure gli angeli custodi come il clown o Ermiu. La tensione narrativa è invece mantenuta dalla struttura della detective-story, con il nostro quindicenne che suo malgrado veste i panni dell’investigatore improvvisato. In mezzo ai buoni e ai cattivi avviene la sua formazione,  tra incomprensioni, errori, difficoltà imparerà alla fine a conoscere chi sono i veri amici e le persone di cui ci si può fidare. In questo modo maturerà la sua crescita e una nuova e più consapevole visione del mondo. Ion non è altro che un riflesso della Romania del dopo Ceausescu. Se i molti Ion, Alina o Moimir sono costretti a vivere sottoterra, non va certo meglio per il resto della popolazione costretta a sbarcare li lunario nella penuria quotidiana, senza nemmeno quel minimo di stipendio che un tempo lo Stato passava. La Dalmasso privilegia naturalmente l’intreccio avventuroso senza però astenersi dal dare piccole annotazioni storiche e di costume sulle condizioni del paese centroeuropeo, che rendono la narrazione viva e realistica. La banda del mondo di sotto dovrebbe essere letto nelle nostre scuole medie, perché i ragazzi capiscano che il destino non è uguale e fortunato per tutti, anche se si vive a pochi chilometri di distanza da noi.



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