La battaglia delle bambine

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Palermo, 29 agosto 1991. In tutte le case, la televisione trasmette la stessa notizia: Libero Grassi, imprenditore della Sigma, è stato ucciso dalla mafia per essersi ribellato al pizzo e aver scelto di denunciare chi voleva estorcergli il denaro. A casa di Agnese, la notizia rimbalza due volte sul tavolo della cucina attorno al quale sono riuniti i suoi fratelli, il nonno e la mamma. La Sigma infatti è l’azienda dove lavora la mamma di Agnese. Chissà se tutto questo sarebbe successo comunque, se suo padre fosse ancora lì con loro. Se ne è andato due anni fa per cercare lavoro al Nord, ma Agnese incomincia a intuire che non tornerà più, in casa si comportano tutti come se non fosse mai esistito. Soltanto a lei capita di pensare che forse, se non li avesse abbandonati, non sarebbe accaduto quello che è accaduto, che forse persino la banda dei maschi non oserebbe prenderla di mira, se ci fosse lui a casa a proteggerla. In casa di Aurora, invece, la stessa notizia è accolta con entusiasmo. Papà urla la sua approvazione in direzione del televisore acceso, mentre nella sua bocca spalancata si vedono i pezzi di cibo che ancora non ha ingoiato. Suo padre è una brava persona o no? In casa impartisce ordini alla mamma come fosse una schiava, con Aurora invece è molto gentile e quando escono insieme, la bambina può scegliere dai negozi ciò che vuole. Che poi Aurora non vorrebbe nulla, vorrebbe pagare come fanno tutti, mentre i negozianti sembrano fare a gara per il regalo più grande...

Cinque bambine: Agnese, occhi e capelli castani, una casa povera dove il pavimento “sembra una coperta di lana fatta da pezzi sbagliati messi insieme a casaccio”; Aurora, bellissima come uscita da un libro di fiabe, figlia apparentemente tranquilla di un boss mafioso, ma i suoi genitori non la conoscono davvero; Marialuce, che non ha paura di nessuno e deve nascondersi per ballare; le sorelle Elda e Marina, alle quali il cibo non manca, ma non hanno giocattoli, nemmeno uno. Sono le cinque protagoniste di questa battaglia, prima contro la banda dei maschi, un gruppetto di ragazzini gradassi, poi contro un’organizzazione che minaccia tutti, grandi e piccoli, e che loro malgrado le coinvolge come testimoni dell’omicidio di un commerciante. Che cosa possono fare cinque bambine tra gli undici e i dodici anni contro la mafia? La differenza. Un libro che parla dell’importanza di scegliere, anche quando si è piccoli, anche quando significa schierarsi dalla parte opposta a quella che ci hanno insegnato i genitori; un libro che di questo tema complicato fa una storia semplice, senza eroismi, senza cadere mai nell’eccesso, nell’incredibile. C’è un talento puro che appartiene all′infanzia: quello di riconoscere per istinto ciò che è giusto da ciò che non lo è. Chiudono il romanzo le foto di Letizia Battaglia, anche lei combattente per destino di nome e per l’uso coraggioso della macchina fotografica. Le sue bambine siciliane in bianco e nero hanno ispirato l’autrice.



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