La bellezza di Medusa

Medusa e le sorelle Steno ed Euriale, figlie del mostruoso pescatore Forco e della Nereide Ceto, vivono nel terrore perché il padre torna sempre a casa ubriaco. Ceto una mattina sveglia Medusa e la conduce al tempio della dea Atena e la costringe a diventarne sacerdotessa, così che “nessun uomo potrà dirti quello che devi fare”. Medusa cresce bellissima anche se “triste e sola”; ha capelli unici, lunghi e ramati. Proprio per la sua avvenenza viene messa in guardia dalla sacerdotessa Deifea che le consiglia di nascondere i capelli e di non attrarre l’attenzione, perché il dio Poseidone se dovesse notarla la rapirebbe sicuramente. Un giorno Medusa e alcune sue compagne vanno a fare una passeggiata sulla spiaggia. Poseidone la vede e la porta con sé al tempio di Atena, dove i due fanno l’amore sull’altare. Appare immediatamente Atena che, su tutte le furie per la profanazione del suo altare, punta la lancia verso Medusa e la trasforma in una Gorgone: i suoi capelli sono diventati una schiera di serpenti, i denti zanne e le dita artigli di bronzo. Inoltre, chiunque la guardi negli occhi istantaneamente verrà trasformato in pietra. Quando le si para dinnanzi Perseo succede qualcosa di inaspettato…Pasifae, moglie di Minosse re di Creta, si innamora di un toro sacro (la regina giura che si tratta in realtà di Poseidone che ha preso le sembianze di un toro) e concepisce un figlio, Asterio, creatura mostruosa con la testa di toro, busto di uomo e zampe taurine. Quale può essere il destino di un simile essere, che tutti cominciano a definire il Minotauro?

Sabina Colloredo scrive principalmente per i ragazzi. E con questo volume riempie un vuoto, dà cioè la parola agli sconfitti, ai mostri e alle figure perdenti della mitologia, quei personaggi che, spesso, hanno reso gli eroi ciò che sono, ricostruendo, anzi inventando le loro storie personali, partendo però sempre dalla realtà dei fatti (genitori, destino). Medusa, il Minotauro, Pandora, Polifemo e altri raccontano la loro versione, ci appaiono nelle loro fragilità. Così, la mostruosa Gorgone Medusa soffre di solitudine perché abbandonata dalla madre al suo destino e nonostante sia vorace e senza pietà gioisce della nascita del figlio Pegaso, mentre giace colpita a morte. Il Minotauro soffre per la sua condizione di diverso e la sua natura animalesca viene addolcita dalla presenza della sorellastra Arianna, prima che la stessa lo tradisca per amore di Teseo, aiutandolo ad uccidere il fratello prigioniero del Labirinto costruito da Dedalo. L’operazione di Colloredo nasconde, non troppo in fondo, un suggerimento, una morale, se vogliamo, che fa davvero tanto bene al nostro mondo così tremendamente malvagio: anche chi è diverso ha una sua sensibilità, un lato sottile da maneggiare con cura, una sofferenza da rispettare.

 


 

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