La finestra

La finestra

Un bambino come tanti, affacciato ad una finestra al diciottesimo piano di una delle case, anonime e tutte uguali, della città. È qui che trascorre la maggior parte del suo tempo. È da qui che osserva il mondo, il suo piccolo mondo. Riesce a vedere quasi tutto, ma nessuno vede lui. Conta le automobili che passano. Duemilaottocentonove. La sua è una strada davvero molto trafficata. Il suo sguardo si spinge fino al parco: c’è un signore che ci abita e tutte le mattine si sveglia alle sette, gente che corre, qualcuno passeggia. Prima di fare colazione, uno sguardo alla strada: il pullman snodato passa, puntuale, alle sette e tredici. Tutti corrono indaffarati. Tutti, tranne la signora vestita in nero. Lei no. Passeggia, seria, con il suo cane, nero, e poi torna a casa. La gente si muove, i negozi aprono. Alle otto meno sei minuti passa il camion che pulisce le strade, il suo preferito. Alla finestra, il pomeriggio, tutto sembra differente. Il parco si riempie di bambini chiassosi e di mamme che scambiano due chiacchiere. E poi ci sono loro: la coppia di lettori. In realtà non sono proprio una coppia, e forse non sono neanche amici. Ogni giorno, alla stessa ora, occupano la stessa panchina. Leggono. E si guardano di soppiatto. Nella casa di fronte alla sua abita un bambino. Non guarda mai dalla finestra perché è sempre indaffarato. Eppure, un giorno, andata via la luce, inaspettatamente, la sua giornata è illuminata da un grande sorriso…

La finestra è la metafora più efficace, utilizzata da sempre, per rappresentare lo sguardo sul mondo, il legame tra il dentro e il fuori. Lo sguardo semplice di un bambino legge la realtà, si incuriosisce, partecipa emotivamente e con interesse alla vita della città, fino a trasformarla utilizzando la fantasia. È l’amicizia che fa da detonatore all’immaginazione: attraverso il gioco (che non ha bisogno di parole ma si nutre di sguardi e di gesti) si esprime la creatività, la bellezza, il sogno e il desiderio. Insieme è più facile affrontare il mondo, trasformarlo, viverlo con maggiore intensità. Gli acquerelli di Roberta Rossetti, tratteggiati come gesso sulle pareti, essenziali nell’utilizzo del bianco e del nero, diventano evocativi e sognanti.  La finestra è un racconto breve che si legge in un soffio, ma rimane nelle sensazioni e nelle emozioni che suscita, stimolando la ricerca e la scoperta del bello. Il bello che si trova nella sostanza come nella forma di questo piccolo capolavoro. Anche la scelta della carta (in fibra di cotone di recupero), del font e del formato raccontano un approccio diverso alla realtà, che semplifica e amplifica il mondo interiore riversandolo, con modalità inusuali, in quello esterno, andando oltre le formalità, oltre le apparenze. Esattamente come fanno i bambini. E, da loro, abbiamo molto da imparare.



 

 

 

 
 
 
 

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