La freccia azzurra

La freccia azzurra
La Befana delle favole porta i regali a tutti i bambini buoni, quella del mondo vero (che è quasi baronessa) porta i regali solo ai bambini con i genitori che possono permettersi di pagarla. Sia chiaro, se potesse regalerebbe a tutti almeno una macchinina o una bambola ma, con i tempi che corrono, bisogna pensare a fare cassa, mica beneficenza! Così anche quest'anno il piccolo Francesco non riceverà nessun regalo. Figuriamoci quel bellissimo treno azzurro esposto nella vetrina della bottega di giocattoli della signora Befana! E nemmeno quei soldatini, o quei cowboys, per non parlare dei pellerossa o di quel canarino di legno, oppure quella motocicletta o quell'aviatore sospeso nel suo aeroplano. Ogni giorno tutti questi giocattoli vedono comparire il faccione di Francesco, con gli occhi spalancati dalla meraviglia ma pieni di lacrime per il dispiacere. Finché alla vigilia dell'Epifania al piccolo cane di pezza viene un'idea: una spedizione alla ricerca di Francesco per fargli una bella sorpresa...
Italo Calvino diceva che i classici sono tali perché hanno sempre qualcosa da dire. Non so chi, invece, diceva che le favole non muoiono mai. La freccia azzurra di Gianni Rodari rientra di diritto nell'una e nell'altra definizione. Einaudi ripropone questo classico della letteratura per ragazzi, uscito per la prima volta nel 1954, in una bella edizione dal sapore vintage. Il formato del libro, la grafica, i caratteri, ricordano quei grossi volumi di una volta che si trovano ancora sugli scaffali di qualche vecchia biblioteca. Anche le colorate illustrazioni di Nicoletta Costa, dal tratto elementare e infantile, hanno in fondo qualcosa di retrò. Tutt'altro che superata è invece la favola che Gianni Rodari raccontava all'inizio degli anni '50 con la semplicità che lo contraddistingue. La Befana non è una simpatica vecchierella dalle scarpe rotte. Anzi, è bene specificarlo se no si offende, è una quasi baronessa. E anche un po' avara. Risparmia sul rum (le piace nella camomilla, un cucchiaino e mezzo) e fa i conti scrupolosamente verificando entrate e uscite sul suo registro. Colpa della crisi! La Befana non è per tutti ma solo per chi paga. Per fortuna però che non tutti pensano ai soldi. Come i giocattoli esposti in vetrina che se pure sono di legno o di plastica un cuore ce l'hanno. E se è per questo pure il coraggio. Paladini dei bambini poveri, pacifisti (e pure di sinistra), bambole e soldatini, tutti sul treno giocattolo che porta il nome di Freccia Azzurra, affronteranno pericoli di ogni tipo in nome della uguaglianza, della giustizia (perché solo i bambini ricchi devono avere i regali?) e, soprattutto, dell'amicizia.

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